domenica 15 gennaio 2012

A proposito di normalità

" La signora P. va dal pasticcere e si compra un cannoncino farcito di panna.
La signora P. ha molta fretta, ed è quello che si dice -un tipo ansioso-.
Essa è anche molto golosa.
Prende in mano il cannoncino e, mentre la commessa le restituisce una moneta di resto, sotto lo sguardo esterrefatto di costei, cerca d'infilare il cannoncino nel suo borsellino, mentre accenna a portare la moneta alla propria bocca.
La stessa signora P. cercò una volta di accendere il gas con un uovo, dato che voleva cuocere un uovo alla coque.



Quando il signor S. si deve orientare in una città, in un edificio, in un appartamento, che frequenta per la prima volta, è assolutamente incapace di usare un -pensiero reversibile-.
Ad esempio: se percorre un corridoio e deve girare a destra per entrare in un determinato locale, quando ne uscirà, girerà ancora una volta a destra anziché a sinistra e perderà così molto tempo per ritrovare l'uscita, oltre che a perdersi del tutto e chiedere invariabilmente a chi capiti sulla sua strada: - scusi dov'è l'uscita? -.
Il signor S. è un nemico della geografia, delle piantine urbane, dei grandi edifici pubblici, ed è affetto da reazioni fobiche nei confronti di determinate situazioni dove ci si deve orientare nello spazio.

Sia la signora P. che il signor S. sono delle persone normali.
Messi di fronte ad una particolare situazione diventano l'una  "aprassica"  e l'altro  "agnosico".
Oppure si dovrebbe dire che la prima è affetta da nevrosi ansiosa da non poter "coordinare" i suoi gesti e il secondo "si perde nello spazio" a causa dei suoi tratti fobici?
La scelta tra una spiegazione neurologica o una spiegazione psicologica è priva di senso.
La signora P. e il signor S. sono "fatti così", e così è strutturata la loro identità neuropsicologica nella loro interazione con l'ambiente".

"Il bambino ipercinetico e la terapia psicomotoria - Un approccio terapeutico al bambino instabile"
di Anne Marie Wille
ARMANDO EDITORE

Nota: ho scelto di limitarmi a trascrivere il secondo paragrafo del libro, senza aggiungere altri commenti a quello sintetico lasciato dall'autrice, perché ritengo che ciò lasci spazio ad una riflessione più ampia e che non sia limitata al solo essere o non essere daccordo con qualcosa o qualcuno.



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