martedì 29 maggio 2012

I tweet sul terremoto in Emilia, per comprendere l’assenza di empatia nell’Autismo


Risale a circa un mese fa, l’idea di spiegare alcuni tratti  distintivi dell’Autismo  e della sindrome di Asperger, attraverso il racconto di semplici fatti di vita quotidiana,  che vedono come protagonisti anche (o esclusivamente) dei soggetti neuro tipici.
Per intenderci, in maniera piuttosto semplicistica, il termine neuro tipico significa “normale”.
Oggi  29 Maggio 2012 altre violente scosse di terremoto in Emilia hanno provocato la morte di 15 persone, mentre tante altre sono ferite e la casa di numerose famiglie è ridotta ad un cumulo di macerie.
La ripetizione serrata di un fenomeno tanto pericoloso può solo far crescere paura e sconforto: due emozioni.

“…gli individui con Sindrome d'Asperger possono essere considerati come persone la cui mente non riesce ad agganciarsi alla realtà esteriore, come coloro che soffrono di autismo classico”.  (Wikipedia)

Il soggetto neuro tipico, invece,  osserva i fatti, li comprende, vive delle emozioni e la sua abilità logica gli consente di immaginare gli stati d’animo degli altri.
Per aiutarvi a comprendere al meglio questa particolare percezione della realtà, che rappresenta una delle differenze più importanti tra  Autistici (e Asperger) e  individui normali, mi servirò di alcuni tweet condivisi proprio oggi da alcuni esemplari di quest’ultimo gruppo:

 "Groupalia Italia - Paura del terremoto? molliamo tutto e scappiamo a SantoDomingo!".

"Brux Sport - Da oggi puoi assorbire le vibrazioni dei terremoti con Brux!!!"




Come potete osservare sono frasi cariche di quell’empatia e condivisione delle emozioni altrui, di cui gli autistici sono quasi totalmente sprovvisti a causa di gravi deficit, spesso non trattabili con le terapie attualmente conosciute.
Bambini, ragazzi e adulti Autistici o Asperger, usualmente hanno il desiderio di essere parte di un mondo sociale, ma non sanno come relazionarsi all’altro e non sono neanche in grado di comunicare questo desiderio oppure di comunicarlo in maniera adeguata e comprensibile.
I loro tentativi di avvicinarsi alle persone, di trovare un compagno di giochi o un amico si rivelano sempre dei frustranti insuccessi, proprio perché non possiedono le abilità empatiche e sociali, che invece appaiono evidenti nei tweet dei soggetti neuro tipici che vi ho appena mostrato.

“Il problema degli Asperger è che non sanno “leggere bene” le situazioni sociali, 

I bambini con Asperger  mostrano una inabilità a comprendere regole complesse di interazione sociale; sono ingenui, estremamente egocentrici…sono insensibili e mancano di tatto,…

…mancano  della personale comprensione delle emozioni degli altri…”

(Guida alla Sindrome di Asperger per Insegnanti scritta dai genitori dell’ OASIS Asperger Syndrome Forum)

Ecco un altro esempio.
Come potete notare dalla domanda prima dell’augurio finale, nelle donne neuro tipiche l’empatia e la sensibilità, insieme all’adeguata risposta sociale sono doti indiscusse, proprio perché insite  nell’essere femminile e quindi saldamente legate al loro istinto di madri:

"Buongiorno ragazze  Putroppo stamani mattina nuove forti scosse di terremoto ci hanno sconquassato la messa in piega... State tutte bene?  Speriamo che la smetta..."


Spero che il mio post vi abbia aiutato a comprendere un po’ di più il complicato e inaccessibile mondo della diversità. 

Una mammetta pasticciona





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6 commenti:

  1. Hai dimostrato però anche tu poca empatia nel paragonare una persona affetta da autismo con i personaggi autori di questi memorabili tweed.....l'autismo è una cosa seria, ci sono bambini che lottano tutti i giorni con questo disturbo......sei madre? allora prova ad immedesimarti con chi ha un figlio con problemi e poi legge il tuo articolo.....oggi non è proprio giornata

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    1. Cara Marcella,
      concludi scrivendo, "oggi non è proprio giornata", allora mi viene da pensare che forse un certo stato d'animo del momento non ti ha permesso di comprendere fino in fondo cosa volevo scrivere.

      Forse sono stata anch'io incapace di farmi conprendere e questo lo metto in conto...

      Io sono mamma ed ho un bambino al quale hanno diagnosticato un "disturbo pervasivo dello sviluppo (spettro autistico)" e vivo ogni giorno con quello che comporta avere un bimbo diverso.

      Proprio per questo, pur essendo ancora all'inizio della mia esperienza con questa sindrome, vedo negli altri dei comportamenti che mai avrei immaginato di diver affrontare e che arrivano soprattutto dalle persone che dovrebbero aiutarti, se non per sensibilità, almeno per lavoro: insegnanti, impiegati, medici...ecc..

      Alcune volte resto talmente allibita di fronte a certi comportamenti da chiedermi dove stia la normalità e dove l'handicap!

      Quello che volevo mettere in evidenza era proprio questo.

      I nostri figli hanno delle difficoltà e noi dobbiamo lottare per ogni piccolezza, affrontando ogni giorno sofferenze, rabbia e spesso anche umiliazioni.

      Niente sostegno scolastico, pochi progetti domiciliari, docenti impreparati, terapie dubbie e le migliori a pagamento...devo continuare?

      Dobbiamo gridare per richiamare un briciolo di attenzione sulle loro necessità, soprattutto perché noi sappiamo che con gli interventi più adeguati, i nostri figli possono migliorare la qualità della loro vita, ma nessuno ci ascolta...

      A non ascoltarci, ad emarginarci, a trattarci come pezzenti, pur di fronte al nostro dolore (io ho pianto come un vitello davanti a maestra e direttrice che parlavano di mio figlio come un "oggetto" problematico...) sono quelle persone considerate "normali" che non hanno neanche una molecola della sensibilità del mio bambino.

      Questo non significa negare i problemi degli Autistici o degli Asperger.

      Sai quando mi è venuto in mente questa descrizione parallela ad un fatto di vita quotidiana?

      Quando ho letto il post (e poi ho visto il video) di quella mamma che raccontava come suo figlio fosse stato maltrattato e umiliato durante un evento per bimbi, in uno dei tanti ipermercati.

      Il fatto era talmente assurdo e l'insensibilità di quelle persone talmente evidente, che per un attimo mi sono venute in mente tutte le cose lette sull'incapacità degli autistici di percepire le emozioni altrui e quindi anche la sofferenza dell'altro; non ho potuto fare a meno di pensare che è molto sottile la linea che divide ciò che è normale da ciò che non lo è e stavo preparando un articolo simile.

      Hai letto il primo post dell'etichetta "Autismo e il mondo dei normali" di questo blog?

      Cosa voleva dire secondo te, la dottoressa che ha scritto questo paragrafo prima di un libro che affronta il problema dell'iperattività ( come patologia, non quella dei bimbetti vivaci...)?

      Che siamo tutti malati?

      Che nessuno è malato, quindi tutti devono essere trattati allo stesso modo?

      Esiste il rispetto delle caratteristiche personali, delle difficoltà e delle patologie, ma nessuno di noi può tirarsi fuori per accomodarsi nel salotto dei neurotipici e pensare che quelli siano problemi degli altri.

      Te lo dico in due parole?

      Il post dice, in breve: " Voi " normali " che vi sentite tanto superiori e perfetti, sappiate che trattate i nostri figli da diversi, ma che loro con tutti i loro problemi sono molto più belli, interessanti e sensibili di tutti voi".

      Ti ringrazio, comunque, per il tono educato utilizzato per esprimere il tuo dissenso.

      Ciao!

      Letizia

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  2. ottimo articolo spero che altre persone lo leggano

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    Risposte
    1. ...spero che altre persone lo comprendano...
      Grazie Antonella!

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  3. fantastica! sei stata fantastica. una provocazione acuta e sottile...
    monica c.

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    1. Grazie Monica...il fatto è che oggi sono proprio arrabbiata...

      Poco fa ho letto su Fb una mamma che commentava così le dichiarazioni della Fornero durante il convegno "Autonomia delle persone con disabilità: un nuovo contributo per assicurarla" (per la cronaca, le parole sono state queste: "Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi"): "poveretta ....ha un'anima "diversamente abile" e non lo sa....".
      Ha colto nel segno!
      Ricordo a questo proposito le parole del Ministro Tremonti: "Come può un Paese con due milioni e mezzo di disabili essere davvero competitivo?".
      Ma tu vuoi che io non metta in evidenza con cinismo le loro "normalità" ?

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