venerdì 22 giugno 2012

Alessandra Fedorovna: biografia Oscar Storia Mondadori


 
L’ultima zarina – vita e morte di Alessandra Fedorovna

di Greg King

Oscar Storia Mondadori

Prezzo: 9,40€



Non ho mai nutrito alcun interesse né  semplice curiosità per l'ultima zarina, Alessandra Fedorovna, ma per Rasputin, sì !

Ricordo bene che le prime due biografie acquistate, furono proprio del "corrotto stregone" oltre che della più grande avvelenatrice di tutti i tempi, Lucrezia Borgia ( per scoprire poi che solo di calunnie si trattava ).
Leggendo delle vicende che riguardavano Rasputin, invece, diventava quasi doveroso domandarsi quale strana personalità si celasse dietro questa zarina, che quasi consegnò il trono ( o in fondo lo fece? ) ad un uomo tanto oscuro.


Se osservo la copertina del libro oggi, mi accorgo che in fondo la stessa foto di Alessandra Fedorovna cominciava a parlare di lei: bellissima, secondo il mio modesto parere, ma con degli occhi, o meglio, uno sguardo che parlava d'infelicità sconfinata ( era il periodo delle sue nozze d'amore con Nicola II ).
Molte volte durante la lettura della biografia mi sono domandata se il dolore che può provare una madre, possa essere sufficiente ad annebbiare una mente, al punto da non capire neanche come certe azioni conducano inevitabilmente alla rovina.
In quel periodo Andrea non era ancora nato…

Senza ombra di dubbio quando il suo unico figlio maschio, lo zarevic Alessio, risultò essere affetto da emofilia, Alessandra ne fu talmente sconvolta da lasciarsi andare al fanatismo religioso e all'influenza di un uomo rozzo e disonesto come Rasputin, mentre Nicola II troppo debole ed insicuro, non fu mai in grado di opporsi alle pressioni della moglie.
Per capire di che pasta fosse fatto l'ultimo zar di Russia vi riporto solo un aneddoto: alla morte del grande Alessandro III, il nuovo zar Nicola piangeva sulla spalla del cognato domandandosi tra i singhiozzi cosa ne sarebbe stato di loro e della Russia stessa dato che lui non si sentiva pronto per quell'incarico, anzi non si riteneva proprio in grado di farlo e, purtroppo, ciò si rivelò la realtà dei fatti.

Pare che l'ingenuità di Alessandra la rendesse tanto cieca da farle credere, contro ogni evidenza, di essere venerata dal popolo mentre in realtà allo scoppio della rivoluzione pochi ne piansero la caduta e la morte.
Mi sembra importante precisare che, nonostante un'ampia documentazione scritta costituita dai diari di Alessandra stessa e dalle memorie di molti familiari, la critica è tuttora discorde sull'effettiva influenza avuta sul marito, sul suo ruolo nella società russa così come sull'entità dell'ascendente che Rasputin esercitò su di lei.
L'autore Greg King, dopo quindici anni di studio dedicati a comprendere questo "controverso personaggio" sostiene la necessità d'ignorare quasi tutti i precedenti resoconti della sua vita e pur non pretendendo di conoscere tutta la verità su Alessandra Fedorovna, considera lo studio dei ventidue anni da principessa d’Assia ancora più importanti dei ventidue vissuti come regina di Russia.

Ho scritto all'inizio dello sguardo di questa donna;  uno sguardo colmo d'infelicità proprio in un periodo in cui tutto era ancora felice.
Ciò che concorse a plasmare la sua contorta personalità ha origini remote.
I germi dell'autodistruzione, come li definisce l'autore, una volta diventata zarina si tradussero in vari modi: perdita del senso della misura diventando altezzosa e puritana; isolando se stessa e la sua famiglia tanto da danneggiare il prestigio dei Romanov.

Venne al mondo come Alix d'Assia; in famiglia era Alicky o Sunny; gli amici la chiamavano Alessandra Fedorovna, ma nella seconda parte della sua vita venne chiamata  “Maestà imperiale”.
Nacque dal matrimonio tra la principessa Alice di Gran Bretagna ( figlia della regina Vittoria ) ed il principe Luigi D'Assia e la sua vita fu costellata da drammatici  lutti, compreso quello della madre,  fin dalla tenera età.
Venne seguita, seppur da lontano, dalla vigile e severa Vittoria, che inizialmente si oppose al fidanzamento tra la nipote e lo zarevic Nicola II per poi dover cedere, successivamente, di fronte all'amore dei due giovani ed alla loro irremovibilità.
Partorì cinque figli: Maria, Olga, Tatiana, Anastasia e Alessio ( non ricordo l'ordine esatto, scusatemi ).
Quest'ultimo, lo zarevic e quindi futuro erede al trono di Russia, era affetto da emofilia;  per Alessandra fu un cocente dolore, probabilmente uno dei motivi che la spinse a cercare aiuto e conforto in un uomo come Rasputin.
Pur abbracciando con fanatismo la religione ortodossa e sentendosi russa fin dal matrimonio con Nicola, rimase sempre distante sia dalla nobiltà che dal popolo russo, incapace di assolvere adeguatamente il suo ruolo di zarina e, cosa peggiore, sorda davanti alle unanimi richieste di allontanare dalla famiglia reale il corrotto Rasputin.
Il periodo storico poi, fu purtroppo  fra i più sfavorevoli, così costellato da guerre cruente come il conflitto del 1905 con il Giappone, la prima guerra mondiale e la rivoluzione del 1917.
Il finale sarà tragico: dopo una lunga ed umiliante prigionia, lo sterminio di tutta la famiglia Romanov ad Ekaterinburg.









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3 commenti:

  1. Uno sguardo davvero triste :-(

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  2. In questo periodo voglio solo bei finali ah ah ah ...scherzo...grazie della segnalazione e buon fine settimana

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  3. una vita triste e una fine tragica... il giorno dello sterminio della famiglia ricorre in questo periodo, se non ricordo male...
    monica c,

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