giovedì 7 giugno 2012

“Ricordiamoci dell’infanzia” - Save the Children contro la povertà che colpisce i bambini italiani


L’Italia è davvero un bel Paese e lo scrivo senza retorica, pensando soprattutto alle sue bellezze naturali oltre che all’invidiabile patrimonio artistico e culturale che  ospita.
Ci sono alcune caratteristiche del popolo italiano che non cambierei assolutamente, ma nonostante ciò devo constatare a malincuore  una certa immaturità di fondo, che rende i nostri principi  e le nostre azioni prive di consistenza.
Accade troppo spesso di dover constatare che all’esasperazione del culto della maternità e della famiglia, non corrisponde una concreta attenzione  nei confronti delle  necessità fondamentali  delle categorie più deboli.
I bambini, ad esempio,  sono i più strumentalizzati quando si tratta di mettere in piazza nobili sentimenti probabilmente neanche provati, ma purtroppo proprio perché non hanno voce nel mondo degli adulti, i più piccoli nel nostro bel Paese sono anche i più dimenticati.


 Save the Children, opera da anni in Italia a favore dell’infanzia e di fronte ai dati allarmanti del nuovo dossier “Il Paese di Pollicino”, ha deciso di iniziare una campagna ,“Ricordiamoci dell’Infanzia”, che si rivolge prima di tutto al Governo ma che intende coinvolgere anche i singoli cittadini, le imprese, il mondo della cultura e dell’informazione.

Ho trovato molto toccante il concetto che Save the Children pone alla base della campagna stessa: “se ognuno di noi in ogni momento della propria attività ricordasse le speranze, i sogni, la sensibilità che aveva da bambino, agiremmo con più attenzione verso l’infanzia; saremmo migliori e il mondo sarebbe migliore”.

E’ semplice Utopia? 
Forse, ma solo perché noi adulti abbiamo ben radicata la convinzione di dover relegare tutto ciò che concerne l’infanzia, al mondo della fantasia e dell’inconsistenza.
I bambini però i loro sogni li hanno davvero e spesso li portano dentro per tutta la vita.
Qui non si discute sulla necessità di realizzare delle fantasie, ma su quella di offrire a tutti l’opportunità di avere strumenti adeguati per scegliere la propria strada
In Italia invece si lavora costantemente senza mai tener conto delle generazioni future.
E’ demagogia?
No!

I dati contenuti nel dossier “Il paese di Pollicino”, diffuso da Save the Children in occasione del lancio della campagna “Ricordiamoci dell’infanzia”, sono molto chiari: “oggi 1 minore su 4, pari al 22,6% dei bambini che sono nel nostro paese, è a rischio povertà, vive cioè in famiglie con un reddito troppo basso per garantirgli ciò di cui avrebbe bisogno per un sano e pieno sviluppo psichico, fisico, intellettuale e sociale”.

Ad aumentare, però, non è solo la povertà minorile, ma anche l’intensità della povertà  passata dal 28,1% del 2006 al 35,1% del 2010 (+7%), mentre nelle famiglie senza minori nello stesso arco di tempo è cresciuta di appena un punto e mezzo (dal 25,1% al 26,7%) e avrebbe conosciuto anzi una leggera flessione dal 2008 (-1,5%)

Questi dati  sono il risultato di un’elaborazione inedita dei dati della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane realizzata appositamente per Save the Children dai ricercatori Monica Montella e Franco Mostacci, esperti di analisi in campo socio-economico .

L’intero dossier si può tranquillamente consultare recandosi sul sito www.ricordiamocidellinfanzia.it
dove potrete stupirvi anche voi nello scoprire che quelli  maggiormente esposti a rischio sono:

I bambini  che vivono con un solo genitore - l’85% dei bambini in questa condizione vive solo con la madre, quindi il loro benessere spesso dipende dall’assegno del padre il quale, se percepisce uno stipendio  modesto, non riesce a mantenere due famiglie in caso di separazione. Entra in gioco allora la capacità di guadagno della madre e sappiamo bene come In Italia, il tasso di impiego delle donne con bambini è molto più basso della media europea.

I bambini che appartengono a nuclei familiari con 5 o più componenti – nel  nostro paese  si registrano i salari tra i più bassi d’Europa, che insieme alla  stasi delle retribuzioni, all’aumento dei prezzi e alla perdita del potere d’acquisto, contribuiscono a rendere più poveri i nuclei con 5 o più componenti.

I Bambini nelle famiglie giovani – questo dato si può spiegare facilmente, ricordando che nel nostro Paese i salari più bassi sono percepiti abitualmente da ragazzi che si sono da poco affacciati al mondo del lavoro. La situazione è  stata aggravata negli ultimi anni, dal calo dell’occupazione che ha colpito in maniera più accentuata i lavoratori autonomi e temporanei, e quindi prevalentemente i giovani.

I bambini che hanno genitori con bassi titoli di studio - L’incidenza di povertà minorile risulta assai più elevata se  a capo della famiglia c'è una persona senza titolo di studio o con la sola licenza elementare.

I bambini in famiglie a bassa intensità di lavoro – oltre ai  bassi tassi di partecipazione al mondo del lavoro, rientrano in questa percentuale  anche le  famiglie che devono fare affidamento su un solo stipendio, soprattutto se da operaio o impiegato, oppure quelle  in cui entrambi i genitori sono disoccupati o alla ricerca di una prima occupazione.

I bambini del Sud - la variabile territoriale da sempre registrata nel nostro Paese, esercita un ruolo fondamentale nella distribuzione della povertà e spesso chi nasce al Sud  ha  probabilità molto più alte di crescere in una famiglia povera.

I bambini nati da genitori stranieri – questo è un dato registrato in quasi tutti i Paesi europei, dato che questa tipologia di famiglie mette insieme tutti i principali fattori che determinano la condizione di povertà.

Nel dossier troverete altre utili informazioni inerenti le varie deprivazioni subite oggi da tantissimi bambini, nonché l’inefficienza del sistema scolastico che colpisce duramente anche i minori con disabilità.


Ma quali sono le proposte che Save the Children vuole portare avanti  attraverso la campagna “Ricordiamoci dell’Infanzia”?
Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia afferma che: “La prima cosa da fare per arrestare questo trend pericolosissimo è varare subito un piano nazionale di lotta alla povertà minorile”.
Tale strategia dovrebbe essere sostenuta da quattro pilastri:
1) Interventi per il sostegno alle famiglie in condizione di povertà estrema, ( ulteriori sgravi fiscali per ogni figlio a carico,  voucher per l’acquisto di beni essenziali, ecc).

2) Servizi per il sostegno della genitorialità, ( investimenti straordinari per gli asili nido, per la creazione di ulteriori 370.000 posti entro il 2020).

3) Misure di sostegno al lavoro femminile e per favorire la conciliazione fra lavoro e famiglia, quale l’istituzione di un fondo di garanzia per mamme imprenditrici per favorirne l’accesso al credito.

4) Previsione di una valutazione di impatto sull'infanzia di ogni nuovo provvedimento legislativo.

Un progetto però necessita sempre di fondi e quindi ecco che diventa indispensabile il progressivo adeguamento delle risorse destinate all'infanzia, agli standard degli altri Paesi europei. 
Questo significa che sarà necessario  passare dall’attuale investimento dell’1,3% del Pil al 2% entro il 2020”.

Save the Children porta avanti con forza questi principi, affermando che questo è uno sforzo sostenibile per il nostro Paese nonostante la crisi.
Oltre a rendere  pubbliche queste proposte Save the Children chiede a tutti di aderire alla nuova campagna Ricordiamoci dell'infanzia semplicemente  recandosi sul sito www.ricordiamocidellinfanzia.it , sottoscrivendone il Manifesto, firmando la lettera al presidente del Consiglio e condividendo con più persone possibili questa iniziativa.


Tra le azioni di sensibilizzazione già svolte possiamo citare il grande evento del 25 maggio a Roma in Piazza San silvestro ( e di altri eventi in 13 città italiane) , al quale hanno partecipato circa 1000 persone tra adulti e bambini e che ha visto anche la presenza e  il  sostegno di molti personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.








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6 commenti:

  1. Molto interessanti queste proposte speriamo diventino realtà

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    1. E' una lotta affinché diventino realtà...

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  2. ottima questa campagna per l'infanzia...
    monica c.

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    1. E' stato emozionante vedere le foto degli anziani che appiccicavano al muro le loro immagini da bambini

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