giovedì 11 ottobre 2012

“Non voglio giocare con te: fattene una ragione!” Piccola riflessione sui “giocattoli parlanti”



Un tempo i giochi comunicavano con i bambini attraverso un linguaggio silenzioso e segreto.

Era un mistero sempre diverso, perché mutava a seconda della personalità del bambino e della sua età.

Durante il gioco  si udiva ogni tanto un commento ad alta voce, un ordine o un’esclamazione e da ciò si poteva intuire in quale mondo fantastico vagava quella piccola fantasia.
  
Poi i giochi hanno iniziato a parlare e tutto sembrava più bello!

Realtà e fantasia si mescolavano.
Il bambino poteva smettere  di immaginare la voce del suo bambolotto, perché adesso la voce esisteva davvero, così come poteva smettere di imitare lo sbuffo della locomotiva e il rombo delle automobili, perché questi rumori c’erano davvero.

Adesso i giochi ti chiamano; reclamano la tua attenzione, se per qualche minuto smetti di pigiare qualcuno dei numerosi tasti di cui è dotato.
Per due volte ti chiedono di giocare e se ciò  non avviene, ti salutano.
Oggi i giochi sono ben educati.
Mi ricordano quelle persone piene di cerimonie, che tuttavia ti disturbano perché cercano sempre di concentrare l’attenzione su di se, quando tu vorresti vagare altrove con la mente  o il corpo.



Andrea ha cominciato a ricevere questo genere di giochi prima di compiere un anno e dopo poco tempo sentivo che per lui non andavano sicuramente bene, ma che forse non erano una buona idea per qualsiasi tipo di bambino.
Cerco sempre di non demonizzare nulla e non lo farò neanche questa volta, ma vorrei condividere alcune osservazioni fatte in quel periodo.

Il bambino lascia il gioco perché in quel momento il suo interesse si è esaurito, oppure è volato altrove.
Il gioco parlante lo distoglie per riportarlo a se.
Niente di male se il bimbo vagava annoiato.
Quando il bimbo gioca però,  esercita inconsapevolmente, oltre a mille altre cose, anche la sua attenzione per le attività, che con il passare del tempo durerà sempre più a lungo.


Qualsiasi bambino dal temperamento vivace non trarrà nessun vantaggio da questa funzione, mentre in un bambino tendenzialmente o prevalentemente iperattivo, potrebbe essere un fattore di disturbo.

Noi mamme comprendiamo i nostri figli meglio di chiunque altro: osserviamoli.

Se nostro figlio manifesta un temperamento agitato, se è iperattivo, se i suoi movimenti e le sue azioni non sono quasi mai finalizzate a qualcosa, se il suo sguardo si sposta velocemente da una cosa all’altra, come se non riuscisse a fermarsi su nulla; se voi sentite e capite, dopo averlo tanto osservato, che tutto questo supera il limite della consueta brevità di attenzione naturalmente legata all’età, fate a vostro figlio il regalo più grande: regalategli il silenzio.

Scoprirete quanti giochi belli e silenziosi esistono ancora oggi e quanto possano incuriosire i bambini, se scelti tenendo conto dei loro interessi reali.
Un giocattolo deve sempre rimanere al servizio della fantasia del bambino e mai prendere il sopravvento, anche se lo fa educatamente.






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8 commenti:

  1. Senza contare che un giocattolo silenzioso stimola sicuramente di più la fantasia del bambino!

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    1. In genere è così.
      Anche la ricerca del silenzio non deve diventare un'ossessione, ci tengo a precisarlo.
      Il nostro mondo è questo e non possiamo chiuderci in una realtà che non esiste.
      Quello che vorrei mettere in evidenza è solo l'importanza di limitare stimoli e rumori superflui, eccessivi, disturbanti.
      Molta confusione spesso si può evitare e non sono solo i bambini a trarne vantaggio.
      Ciao bella fatina e grazie per il commento!

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  2. ottima riflessione, come sempre d'altra parte.
    monica c.

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    1. Grazie Monica, ma sono solo dalla parte della mia personale esperienza, che è quella di un bambino che ha bisogno di avere meno stimoli e cose semplici per essere più sereno.

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  3. Sai che non ci avevo mai pensato a sta cosa? Però come non darti ragione, i miei bimbi ne hanno pochi di sti giochi devo dire e combinazione sono anche i meno amati, che sia un segno? Credo di sì!

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  4. In effetti .. il rumore viene usato apposta per ottenebrare l'esercizio e la capacità di ragionare .. Avete presente quando alzano il volume della pubblicità o la musica elevata nei locali che non facilita di certo la socialità ma adatta a "rimbambire" q.b. e lasciare spazio solo ai comsumi. Evviva i giochi silenziosi che permettono al bambino di sviluppare la fantasia .. ciao

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    1. Mi trovi in sintonia con tutte le tue riflessioni.
      Grazie per il commento Lavia e, ovviamente, grazie a tutte voi!

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