venerdì 23 novembre 2012

Ancora dalla parte delle bambine di Loredana Lipperini – Venerdì del libro

 
“Ancora dalla parte delle bambine”

di Loredana Lipperini

Prefazione di Elena Gianini Bellotti
Universale Economica Feltrinelli

Prezzo: 8,50€




Impresa ardua quella di scrivere un libro “aggiornamento”, sulla scia del celebre (ma mai abbastanza) “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti, per il quale nutro una vera e propria devozione.
Circa sedici anni fa, consacrò la mia normalità.
Prima di allora, credevo che le mie osservazioni fossero frutto di un’immaginazione inquieta o di uno strano modo di vedere il mondo, probabilmente condizionato dall’innaturale necessità di ribellarmi sempre e in ogni caso.
Ricordo bene quel giorno.


La tenda di “Mani Tese” in una delle piazze della mia città; gli scaffali pieni di libri usati e quindi a buon mercato; io che senza alcuna ragione apparente, inizio a rievocare la mia prof. di ginnastica al magistrale, mentre accenna qualcosa su un libro, di cui mi rimase impresso il titolo “Dalla parte delle bambine”; penso che sarebbe bello trovarlo là in mezzo, dato che di soldi, come sempre, ne ho davvero pochi; leggo qualcosa di simile tra i libri; lo sfilo dallo scaffale…è lui.

Sembra bizzarro, ma è andata proprio così e quello che vi ho raccontato, scorreva nella mia mente con una velocità che solo i pensieri associativi possono avere.
Era un periodo cruciale della mia vita; forse cercavo una risposta e l’ho ricevuta.

Elena Gianini Bellotti può vantare una lunga esperienza come educatrice di genitori e bambini in età prescolare; nell’arco della sua carriera si è occupata della direzione del Centro Nascita Montessori di Roma, fin dalla sua istituzione avvenuta nel 1960.
Nel Centro, unico nel suo genere in Italia, si preparavano le gestanti a svolgere il loro ruolo di madri, nel rispetto dell’individualità infantile.
Se pensate bene che il contesto socio-culturale è quello dell’Italia degli anni ’60, potrete facilmente intuire la portata rivoluzionaria del suo progetto.
La Bellotti non scade mai in rivendicazioni femministe, ma analizza consuetudini, comportamenti e luoghi comuni nella società degli anni ‘70, dopo osservazioni scrupolose.

Come sarà, invece, il mondo delle nuove bambine?

Secondo Loredana Lipperini le cose non sono cambiate, nonostante le apparenze sembrano confortarci su una maggiore consapevolezza educativa.
L’autrice passa in rassegna tutto ciò che entra nella vita delle bambine fin dalla più tenera età: giocattoli, abiti, libri, riviste, cartoni animati, pubblicità, web ecc.
Ogni concetto è presentato iniziando con esempi concreti e senza preoccuparsi di fare nomi o di citare marchi noti, perché appare subito evidente come certi condizionamenti non riguardano il singolo prodotto di un’azienda, ma è qualcosa che si può tranquillamente generalizzare.

Loredana Lipperini naviga in Rete per comprendere gusti e aspirazioni delle giovani, condivide stralci di discussioni tratte da forum e blog, cita fatti e messaggi lanciati dai media.
All’inizio della lettura, ho avuto l’impressione che questa volta l’argomento fosse trattato in maniera meno organica, ma sono entrata in fretta nello stile dell’autrice e questo mi ha consentito di apprezzare le sue osservazioni.
Ancora una volta ho dovuto costatare che il tema trattato è più delicato di quando possa sembrare, soprattutto perché attiva energiche reazioni di difesa in chi legge.
Molte donne si sentono giudicate e condannate, se le loro scelte di vita o le loro passioni rientrano tra quelle giudicate squisitamente femminili e quindi “sotto esame”.
Questo purtroppo porta, in certi casi, a una chiusura e un disappunto che impedisce, secondo me, di cogliere il messaggio nella sua totalità e allo stesso tempo conduce verso in considerazioni, che sembrano avere l’unico scopo di interrompere il dialogo.

Loredana Lipperini, e la Bellotti prima di lei, non hanno mai negato l’esistenza di tratti naturalmente femminili o la dignità di scegliere il “lavoro” di madre e moglie in assoluta libertà, ma affrontando e approfondendo l’argomento dei condizionamenti sociali, non avrebbe senso (e non aiuterebbe la lettura del libro) il ribadire ogni due pagine che esistono delle eccezioni.
Il modo migliore per avvicinarsi a entrambi i libri, è quello di mantenere dall’inizio alla fine, un atteggiamento di semplice curiosità.
Se poi dovesse sorgere in voi il dubbio che questo libro sia l’ennesima denuncia contro i mass-media, posso aiutarvi a chiarire le idee, lasciandovi con un passo tratto dalla prefazione dell’autrice:

“Questo libro…persegue un secondo obiettivo: cercare di dimostrare quanto sia illusoria la minaccia tecnologica agitata da numerosissimi difensori dell’infanzia. Banalmente, mezzo e messaggio continuano a essere sinonimi…”.
 
Buona lettura!












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12 commenti:

  1. Confesso che non avevo mai sentito parlare del libro della Bellotti prima nè di questo della Lipperini adesso.
    Credo che letture del genere debbano essere affrontate come giustamente dici tu con lo spirito di curiosità, senza aspettarsi dei manuali di vita.
    Buonissimo fine settimana, ciao!

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    1. Ciao e grazie per il commento.
      Mi fa piacere ricevere un riscontro su questo punto, perché non sempre riusciamo ad esprimere i nostri pensieri in maniera comprensibile.
      Secondo me il libro non è un manuale di vita e non aspira ad esserlo.
      Buon fine settimana!

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  2. Libro molto interessante, e anche molto inquietante: quello della Giannini Belotti lasciava tutto sommato un bello spiraglio di speranza aperta, o almeno all'epoca lo vidi così - anche perché lo lessi in quegli anni beati alla fine dei '70 quando tutto sembrava destinato a sistemarsi nel migliore dei modi, per le donne.
    Ritrovarsi davanti questa specie di Seconda Parte, che evidenzia i lati oscuri di tante cose che a noi (o almeno a me) piacciono tanto, mi ha lasciato molto, molto inquieta. Non condivido tutto, su qualcosa ho trovato la Lipperini confusa... ma insomma è verissimo che le bambine oggi sono tirate su da principesse col dichiarato scopo di trasformarle in schiave, o in disabili, appena possibile, volenti o nolenti.
    Se poi questo scopo sarà ragiunto in modo stabile e indolore resta da vedere: ogni generazione funziona a modo suo e il pendolo, finito il giro, torna indietro. Ma è un libro molto interessante, drammaticamente attuale e su cui ogni adulto che tratta con bambini e ragazzi dovrebbe riflettere. A lungo.

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    1. Condivido ogni parola e ti ringrazio per questo commento, che arricchisce il post.

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  3. è triste pensare che dopo le speranze di cambiamento degli anni settanta ci sia ancora bisogno di mettersi dalla parte delle bambine. siamo andati decisamente indietro, mi pare. la storia si ripete. a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria...
    monica c.

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  4. Da mamma di due bimbe pestifere mi piacerebbe leggerlo; sai, sono senza parole, è un libro che non conosco e in qualche modo, per il mio vissuto e le mie scelte, temo potrebbe destabilizzarmi e aprire ferite che ho cercato di far chiudere per molti anni. Ma sono una zuccona e finirò per leggerlo, lo so...

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  5. Interessante, lo regalerò a mia sorella che ha un pupone di 3 mesi e una bimba di 16 mesi

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  6. Mi sono nuovi tutti e due... Tematica molto delicata e sempre attuale...

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  7. ciao grazie di esser passata dal mio blog e per aver lasciato un commento^^ eccomi qui nel ricambiare con piacere e sono una tua nuova follower^^ ci leggiamo presto ciao ciao^^

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  8. Sai che me lo sono fatto procurare dalla biblioteca? Al più presto lo leggerò :-)

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