venerdì 9 novembre 2012

Gioco e interazione sociale nell’autismo – Venerdì del Libro


Gioco e interazione sociale nell’autismo – 
cento idee per favorire lo sviluppo dell’intersoggettività”



Di Cesarina Xaiz e Enrico Micheli

Edizione Erickson

Prezzo: 20,00€
Apro il libro e leggo un appunto scritto di mio pugno, che reca la data 10 Maggio 2010:

Dobbiamo essere capaci di fare la distinzione tra problemi meno importanti, per cui possiamo aspettare e vedere, da problemi fondamentali, che comportano una perdita di reciprocità e una perdita di capacità di riuscire a conoscere il nostro mondo.
Per questo problema fondamentale, dobbiamo agire IERI.
Non possiamo aspettare nove mesi, non possiamo aspettare due mesi”.
(Stanley I. Greenspan, M.D. , Child Psychiatrist)

Adesso, iniziamo a parlare del libro…


Il testo mi fu suggerito dalla seconda Neuropsichiatra che visitò mio figlio nel 2010, la quale accompagnò questo gesto con la seguente frase: “Se non si spaventa le consiglio un libro…”.
Oggi riconosco che mi spaventai moltissimo, nonostante il mio interesse verso qualunque cosa potesse insegnarmi ad aiutare Andrea o semplicemente a gestirlo meglio.

Qualche settimana fa, dopo due anni e mezzo da quell’appunto, ho citato questo episodio all’ennesima Neuropsichiatra, nel tentativo di risalire a tutti i particolari che ci hanno condotti col tempo, alla convinzione che mio figlio fosse, senza ombra di dubbio, autistico (ci troviamo in una fase diagnostica incerta e il bambino dovrà essere osservato ancora per alcuni anni).
Durante questo colloquio, la dottoressa ha ritenuto opportuno precisare che, pur essendo un manuale scritto per un problema specifico, in realtà suggerisce dei giochi che possono essere utili in molte situazioni e con diversi tipi di bambini, quindi non necessariamente autistici.
Mi rendo conto che non avrebbe senso per un genitore acquistare un libro simile senza un motivo preciso, ma ritengo ugualmente utile aggiungere questa informazione, dato che  una scarsa intersoggettività può essere causata da molti fattori e non unicamente dall’autismo.
E anche se molte mamme hanno la fortuna di non averne proprio bisogno, possono comunque prendere nota per un ipotetico suggerimento futuro.

- Gioco e interazione sociale nell'autismo -
Il libro  si propone i offrire idee concrete, che favoriscano attraverso il gioco, lo sviluppo di abilità di relazione intersoggettiva.
Nato dopo anni di esperienza con bambini in difficoltà,  il manuale si rivolge ad insegnanti, terapisti e soprattutto genitori, offrendo un valido aiuto per realizzare giochi strutturati che, insieme ad un generale programma di intervento,  permetteranno al bambino  di raggiungere obiettivi fondamentali per migliorare la qualità della sua vita e dei  suoi familiari.
Si divide in quattro parti fondamentali, dove la prima si propone  di spiegare  cos’è lo sviluppo sociale, come si manifestano le difficoltà del bambino autistico in questo ambito,  e come vivono i  genitori in questa particolare condizione.
La seconda parte, è riservata a spiegazioni e indicazioni inerenti la pratica, mentre la terza parte è dedicata interamente all’elenco di materiali, giocattoli e attività da svolgere insieme al bambino.

























I giochi sono ben organizzati in piccoli gruppi a tema (esempio: giochi di contatto – movimento – costruttivi – con biglie – con acqua – ecc…) e all’inizio di ogni scheda possiamo leggere quali materiali devono essere utilizzati e le funzioni (esempio: concentrazione nel gesto – attesa – turno – ecc…).
Si passa poi alla descrizione di un gioco alla volta; la scheda si conclude sempre con il paragrafo “Ponti verso la comunicazione” , dove si possono leggere informazioni ancora più dettagliate ciò che si desidera promuovere con quelle specifiche attività.
Il manuale si conclude con la parte quarta riservata a esperienze e conclusioni.

Come potete vedere in foto, per  consultare facilmente il manuale ho contrassegnato ogni scheda con dei piccoli segnalibro adesivi, sopra i quali ho scritto il  tema del gruppo di giochi.

Spero di avervi comunicato tutte le informazioni più importanti, ma in caso contrario resto a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti e vi ricordo che nella sezione contatti trovate la mail per scrivermi in privato, se lo desiderate.

Buon fine settimana!










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18 commenti:

  1. Un tema che non mi appartiene ma che ha sempre suscitato in me grande interesse. Inoltre ammiro le mamme che parlano tranquillamente di problematiche che le riguardano mettendo a disposizione la propria esperienza

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    1. Ciao Giorgia e grazie per il commento.
      La scelta di condividere oppure di non farlo è molto soggettiva e influenzata da tanti fattori, oltre che dalla personalità della mamma.
      Io ho sempre sentito il bisogno di parlare di mio figlio, anche se qui nel blog non l'ho fatto subito perché avevo pensato di organizzarlo diversamente.
      Penso spesso alle mamme che come ho fatto io (e come continuo a fare...), vanno alla ricerca di informazioni ed esperienze, tanto che vorrei scrivere molto di più.
      Sono certa che riceverei in cambio, più di quanto io stessa riuscirei a dare.

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  2. Grazie per aver parlato di questo libro che sicuramente non è conosciuto a chi non è interessato all'autismo. Sembra un libro molto pratico e sicuramente utile. Spero che la tua recensione aiuti altre mamme :-)

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    1. Grazie a te per il commento!
      Sì, è molto pratico e ben organizzato.
      L'autismo è talmente diffuso che potrebbe capitare a chiunque di rendersi utile, consigliandolo al momento opportuno.

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  3. Ho un'amica carissima che ha un figlio autistico, quindi vivo questo problema dall'esterno ma da molto molto vicino.. grazie della segnalazione!

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    1. Grazie a te per il commento.
      Abbracciala...semplicemente.

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  4. Molto interessante per tutte, davvero. Io ho appena finito di leggere un'altra bellissima esperienza che parla di un ragazzo autistico, del rapporto con suo padre e del viaggio di crescita che fanno on the road in America. Il libro in questione è "Se ti abbraccio non avere paura" e probabilmente già lo consocerai.. Mi ha commosso e fatto riflettere su tante cose. Anche io come Giorgia ho grande interesse per questo tema così delicato e ho letto la vostra storia, che come dici, contiene i dubbi di ogni mamma.

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    1. Franco Antonello non è ben visto da molti genitori di bambini e, soprattutto, ragazzi autistici, ma credo che dipenda da una parziale valutazione di quello che ha fatto.
      Il servizio realizzato dalle Iene secondo me è il migliore, sia perché ti mostra quanto sia impegnativo prendersi cura di un fuglio autistico sia perché il papà di Andrea si è lasciato andare un po' di più, facendo trapelare uno sguardo che comprendo fin troppo bene.
      Quel libro vorrei leggerlo...

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  5. Ho sentito già parlare di questo libro, ora che lo consigli anche tu lo cercherò per la monella: anche se ho già le indicazioni del neuropsichiatra e i consigli pratici che mi danno la neuropsicomotricista e la logopedista, fa sempre bene avere altri strumenti per essere preparati al meglio nell'aiutare i nostri piccoli, no?
    Grazie, un bacione!

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    1. I consigli pratici degli specialisti che lavorano con tua figlia saranno sempre i migliori e, come te, cerco sempre di mettere in pratica quello che mi raccontano o mi suggeriscono direttamente.
      Il libro può essere utile per trovare qualche spunto in più, se anche la tua "monella" ^_^ deve essere perennemente impegnata.
      Vi abbraccio entrambe!

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  6. un plauso alla specialista che te l'ha consigliato e grazie a te che lo fai conoscere ad altri genitori che magari non sanno della sua esistenza...
    monica c.

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    1. Sì, la specialista è stata brava e lo trovo utile. Credo che integrandolo con i suggerimenti di una psicomotricista, una mamma può cavarsela meglio in certe attività. Ho sempre avuto difficoltà, infatti, a gestire le opposizioni e le reazioni aggressive.
      Il manuale, ad esempio, ti spiega che in certe situazioni non devi interrompere il gioco perché il bambino ha un comportamento disturbante, ma non ti dice che questo punto è importante perché potrebbe essere un rinforzo (io l'ho capito bene solo grazie la terapista)e soprattutto non ti spiega sempre quali strategie adottare per arrivare alla fine...questo è più da professionisti.

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  7. sembra proprio un valido libro! Per lavoro mi capita spesso di vedere bambini autistici

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    1. In effetti è molto consigliato, oltre a trovarlo io stessa piuttosto valido.
      Grazie per il commento!

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  8. ciao, leggendo la tua recensione, soprattutto leggendo la pagina che hai fotografato mi è sembrato che questo libro possa esser utile a tanti genitori. Tu dici tra le righe che i disturbi dello spettro autistico sono diffusi più di quanto non si pensi, io penso che a volte, anche se il profilo non è quello, ci siano empasse comunicative e si faccia gran fatica a gestire le emozioni e la loro comunicazione.
    Grazie per questa segnalazione, come hai risposto a Claudia la terrò presente per condividerla se servisse.

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    1. Grazie a te, perché mi offri lo spunto per approfondire una parte di ciò che ho scritto.
      L'esistenza di molteplici profili non strettamente legati all'autismo, ma con ritardi/disturbi o semplici difficoltà nella comunicazione, è ciò che rende comunque utile il suggerimento di questo libro (secondo l'ultima neuropsichiatra che ha visitato mio figlio).
      La tua osservazione, quindi, sarebbe condivisa in pieno anche da molti professionisti.
      Questo concetto però, non è legato all'osservazione che ho fatto sulla diffusione dell'autismo.
      Ci tengo a precisare (in Rete è necessario) che non mi riferivo al sospetto di una diffusione della sindrome "sotterranea" o comunque non dichiarata o diagnosticata.
      Ho messo semplicemente l'accento sul fatto che i casi di autismo dichiarato sono giunti a 1 su 90, quindi un dato davvero preoccupante, senza che nessuno si prenda la briga di denunciarlo con la dovuta serietà o si senta in dovere di spegarci cosa accade.
      Mi vengono in mente episodi piuttosto recenti, in cui è stato seminato il panico a livello mondiale, per emergenze influenza inesistenti.
      Possiamo giustificare questa indifferenza, col fatto che l'influenza è contagiosa mentre la sindrome autistica no?
      Come spieghiamo allora il fatto che un dato così allarmante non suscita preoccupazione in chi di dovere, tenedo anche conto del fatto che i casi negli ultimi 20 anni sono aumentati a dismisura?
      Alcuni ipotizzano che i dati sono cambiati perché i metodi diagnostici sono migliorati, ma a me non tornano i conti con gli autistici adulti...

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  9. Ciao Letizia, volevo chiederti se queso libro, secondo te, è utile per bambini autistici in età prescolare.
    Grazie!

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    1. Ciao!
      D'istinto risponderei Nì, perché di giochi utili anche per bambini in età prescolare ce ne sono, però le abilità e potenzialità dei bambini variano molto, quindi a parità di età, qualche mamma potrebbe trovare molti spunti, altre un po' meno.

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