venerdì 30 novembre 2012

Motricità fine in emergenza

Riprendo la nostra chiacchierata sulla motricità fine della mano e vi spiego perché devo cercare attività e giochi per fa esercitare Andrea.
Reduci da un ricovero di tredici giorni presso l’Oasi Maria SS. Di Troina* , durante il quale Andrea è stato sottoposto ad una serie di visite, per un approfondimento di tipo diagnostico ( da un anno abbiamo la diagnosi di “disturbo pervasivo dello sviluppo-spettro autistico”), mi hanno fatto notare come la sua motricità fine sia “in emergenza”.
Per spiegarvi cosa significa questa frase, prendo in prestito una parte del documento pubblicato su angsaabruzzo.it:

“La maggior parte dei test hanno solo due livelli di valutazione: 'insuccesso' o 'successo'; il PEP-R prende in considerazione un terzo livello chiamato 'emergenza'.
Una risposta sarà 'emergenza' se dimostra che il bambino ha una certa conoscenza di ciò che deve fare per eseguire l'attività richiesta, ma non raggiunge la comprensione completa o la capacità di portarla a termine.
La valutazione 'emergente' sarà attribuita al soggetto che dimostra di possedere qualche idea di ciò che gli è stato richiesto, se può realizzare il compito in parte, anche eseguendolo in modo inesatto o incompleto”.

Bene!
(si fa per dire…)
Come al solito, mio figlio mi confonde con i suoi continui altalenare e la mia inesperienza completa il quadro.
Cosa intendo?
Alla prima visita neuropsichiatrica (8 mesi compiuti) il medico mi spiega che la sua presa è ancora di tipo digito palmare.
prensione digito-palmare

Andrea dunque prendeva gli oggetti come un bimbo più piccolo, con tutte le conseguenze  in fatto di funzionalità che questo comporta, mentre a 8 mesi avrebbe dovuto maturare la prensione a pinza inferiore (il pollice si oppone alla prima falange e permette così di prendere oggetti piccoli).

prensione a pinza inferiore
 Aprile 2010, Andrea ha quasi 15 mesi e alla seconda visita (con un altro neuropsichiatra), la dottoressa mi fa notare che il piccolo infila il pennarello nel tappo senza alcun problema e che quello è un movimento difficile per la sua età.
Da quel momento in poi io mi convincerò del fatto che Andrea ha una buona motricità fine.
Questa convinzione è aumentata quando, intorno ai due anni, gli  ho permesso di utilizzare la forbice e lui ha imparato in fretta a tagliare, anche se piccoli tratti sul bordo del foglio.
Quando insegnavo in asilo nido, non sono mai riuscita a far eseguire correttamente questo “semplice” movimento neanche ai bimbi più grandi, quindi per me la sua motricità fine era più che adeguata.

Durante questo ricovero a scopo diagnostico, abbiamo incontrato più volte un neuropsichiatra e uno psicologo, mentre visite singole sono state fatte con altri specialisti quali: il foniatra, la psicomotricista, l’educatrice, il fisiatra, nonché l’oculista, l’otorino e tanti altri ancora.
In diversi contesti, dunque, è emersa questa motricità fine in emergenza.
E’ stata la psicomotricista a parlarmene in maniera più dettagliata, suggerendomi anche le semplici attività che posso proporgli per aiutarlo a migliorare:
  • infilare perline grandi e piccole (o la pasta)
  • farlo giocare con i chiodini (anche in questo caso scegliere dimensioni diverse)
  • chiedergli di appendere i calzini ( la  molletta da bucato, può esercitare all’uso della presa a pinza e per questo ho proposto di farle diventare mollette parlanti, aggiungendo occhi e capelli con la pasta per modellare. Li ha trovati bruttissimi e non ha voluto giocare…)
  • correggerlo quando tiene la matita

Ci sono molte altre cose che si possono fare, ovviamente!
Lei mi ha fornito solo alcuni spunti, per capire su quale tipo di presa e movimento devo farlo esercitare.
Ritornerò spesso sull’argomento, dunque, e come al solito sarò molto felice di leggere le vostre esperienze.





*Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) "Oasi Maria SS." è un centro di riferimento regionale "per la cura, la prevenzione, la diagnosi, la riabilitazione e la ricerca delle patologie genetiche associate al ritardo mentale e all'involuzione cerebrale senile..."






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16 commenti:

  1. Mi spiace per il tuo piccolo, imbocca al lupo per tutto. Per il resto molto interessante!

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    1. Grazie per la solidarietà Rossana, ma credimi se ti dico che le cose procedono bene e...incrociamo le dita.

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  2. Ecco, appunto. La monella è più che in emergenza!
    Tu dici che devi correggere Andrea quando tiene la matita. La monella la matita non la tiene prorpio. O meglio, la tiene ogni tanto, ma solo in modo approssimativo e per fare scarabocchi o al massimo per colorare ma senza restare nei bordi.
    Il suo problema grande adesso è questo qui: ha un rfiuto verso tutto ciò che comporta l'uso di matite, pennarelli e cose del gnere.
    E non è cosa da poco purtroppo.
    Lei conosce praticamente tutti i grafemi da un apio di anni a questa parte, legge i numeri a due cifre senza problemi da qualche mese, a volte si è lanciata anche nella lettura di quelli a tre cifre (sempre di sua spontanea volontà) e conta da quasi un anno oramai fino a cento e ritorno (cioè all'indietro fino a zero).
    Però non vuole provare nè a scrivere nè tantmeno a disegnare.
    La neurospicomotricista ci sta lavorando e ora dovremo iniziare anche noia casa a fare esercizi specifici, come ti accenavo nello scorso post.
    Non è semplice, mi mette ansia questo suo rifiuto, però...si deve andare sempre avanti, no?
    In bocca al lupo a voi e anche a noi :-)

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    1. Sì, è incredibile osservare come enormi capacità (di memoria, comprensione ecc. a seconda del bambino) coesistono ad altrettanto importanti carenze.
      Andrea a due anni aveva memorizzato tutto l'alfabeto, un anno dopo mi chiedeva la divisione in sillabe ed ora scrive alcune lettere ( e la neuropsichiatra mi dice di distrarlo da queste cose). Dalle visite è emerso che ha comprensione del linguaggio superiore alla sua età, ma se lo vedi con gli altri bambini o in certi contesti ha delle difficoltà, che neanche ti sai spiegare come possano esistere.
      Quante cose imparano spontaneamente i bambini!
      Neanche te ne rendi conto, finché non ti capita di avere un bambino al quale devi insegnare le cose più impensabili.
      Come ti ho scritto anche nell'altro messaggio, sappiamo per esperienza che spesso sembrano ostacoli insormontabili, ma che col tempo e le dovute attenzioni (che stai dando alla tua monella) i risultati ci sono.
      Mi hai fatto ricordare che tempo fa, un papà pubblicò un link di una pagina, dove venivano presentati degli ausili per la scrittura molto interessanti.
      Erano cose molto semplici (due anelli di gomma: unoinfilato all'indice e l'atro alla penna, pensati per ragazzi e adulti in ogni caso, quindi da vedere eventualmente in futuro, a seconda dei risultati ottenuti.
      Crepi...per tutti noi! ;)

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  3. E' difficile se la collaborazione non c'è... ma cercandole cose cha ama penso posa fare tanti esercizi chiodini puzzle cos'è che attira la sua attenzione...Buon lavoro Lety :-) comunque penso che dovrebbe riprendere dalla psicomotricità di base strisciare e camminare carponi mafgari fagli fare percorsi divertenti( se gli va) e magari la presa a pinza migliora piano piano...e se ama le micro machine fallo giocare con quelle

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    1. Ciao Mara e grazie per il commento.
      Quello che dici lo fa da tempo, ma bisogna andare avanti man mano che le cose più semplici si acquisiscono.
      Adesso deve andare sullo specifico.
      Concordo sul proporre cose che attirano la loro attenzione e interesse, anche se, alcune volte, le terapiste lavorano anche sul non gradito (loro sanno come gestire eventuali opposizioni)perché la vita non è fatta solo di ciò che ci piace e questo vale per tutti.

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  4. Quanto amore che va oltre in queste pagine e commenti.
    I bambini amano essere parte integrante del quotidiano degli adulti.
    Io penso sarebbe più semplice coinvolgerli in queste attività mentre ad esempio state in cucina, chiedendogli di aiutarvi a fare la pappa...sono convinta che capiscono più di quello che immaginiamo.
    Ad esempio gli chiederei di infilare le penne o le farfalle nella scatola per la pasta.

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    1. Grazie anche a te per questa riflessione.
      Sì, è bello e importante coinvolgerli nel quotidiano, per due motivi:
      1) li aiuta a capire, ad esempio, che per fare una cosa bisogna seguire uno schema e che ogni tappa è importante.
      Questo vale per tutti, ma per i nostri bimbi problematici vale il doppio proprio perché loro hanno bisogno di più tempo per fare proprie alcune cose.
      2) è utile perché, almeno nel caso di mio figlio, devo costantemente impegnarlo in qualcosa dato che è sempre in movimento e si annoia spesso.
      Per questo Andrea ha praticamente fatto di tutto.
      Aveva in mano la tempera ad un'età in cui molti genitori si domandano se posono dare ai loro figli i pastelli.
      L'attività che suggerisci è interessante, ma deve essere finalizzata a qualcosa di più specifico.
      Ti faccio un esempio.
      Un bimbo come Andrea, che è sempre stato molto caotico e che oggi ha difficoltà nella motricità fine, prenderebbe tutta la pasta a pugni, buttandone metà fuori per la fretta, finirebbe in un paio di secondi e dopo sarebbe più annoiato di prima.
      Se io invece gli chiudo una scatola, sopra la quale pratico due fori molto differenti (una fessura e un buco piccolo), ognuno dei quali corrisponde ad un tipo di pasta (farfalle a ditali), facendo attenzione che ogni formato possa entrare solo da una parte e non dall'altra, vedrai che se l'attività lo intriga, lui impiegherà più tempo, troverà più soddisfacente quello che fa, sarà costretto ad esercitare la sua motricità fine (senza rendersene conto), la coordinazione occhio-mano, oltre ad esercitarsi a discriminare forme e oggetti.
      Tutte cose che nella vita normale facciamo e siamo costretti a fare per sopravvivere...e che in loro devono essere continuamente sollecitate.

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  5. quante cose diamo per scontato nel nostro "diventare grandi"... piccoli movimenti che la nostra soecie ha imparato dopo millenni di sviluppo e adattamento all'ambiente. questo, poi, dell'opposizione del pollice è quello che ci distingue dagli altri primati, quindi é uno degli ultimi imparati dalla specie. è solo quando la realtà ci fa incontrare con queste difficoltá che impariamo a non dare nulla per scontato! in bocca al lupo, dietro ogni diagnosi c'è una splendida capacità di compensazione tipica di ogni essere umano in adattamento all'ambiente.
    monica

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    1. E' vero Monica.
      Quante cose impariamo senza rendercene conto e quante cose non insegniamo ai nostri figli perché loro imparano, quasi senza rendersene conto, osservandoci e imitandoci.
      Quando questo non c'é, quando ci sono delle interferenze che bloccano questa comprensione, inizia la disabilità e tu entri in un mondo che non sapevi potesse esistere, che è anche il tuo mondo perché sei costretta a capire come funziona l'essere umano

      Prima di Andrea non sapevo neanche che le sensazioni si dovessero processare, adesso invece ho appreso che ci può essere anche un disturbo specifico (disturbo della regolazione o della processazione sensoriale) e che questo può determinare anomalie nel comportamento simili all'autismo (da precisare che l'autismo ingloba anche il disturbo della processazione sensoriale).
      Con Andrea ci troviamo, oggi, di fronte a questa possibilità, perché il bambino manifesta anche dei comportamenti inconciliabili con l'autismo o almeno con quello più puro.

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  6. Seguiremo con te i progressi del tuo piccolo. Articolo molto interessante ed istruttivo .. Ciao

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  7. Desidero davvero ringraziare tutte le persone che hanno scritto fino ad ora e tutte quelle che lo faranno.
    E' incredibile quanto i vostri commenti hanno arricchito questo piccolo e semplice post.
    Spero davvero che molte mamme possano trovare una risposta o un suggerimento di cui avevano bisogno, grazie a questo bellissimo scambio di idee.

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  8. Letizia, in bocca al lupo per il tuo cucciolo, con una mamma come te, sempre vicina e disponibile, non potrà che migliorare sempre, giorno dopo giorno.
    Ho visto mamme fregarsene letteralmente e correre ai ripari solo quando messe "alle strette"... ce ne fossero di più come te...
    Un abbraccio gigante! :-)

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  9. Sei un angelo, Andrea é fortunato e a quanto vedo amato...

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  10. che bel blog!
    ciao a tutte sono la mamma di marco 6 anni
    il mio trottolino ha diagnosi di disurbo pervasivo (in pratica una specie di asperger o alto funzionamento). ha problemi di motricità fine e le terapiste mi hanno consigliato alcuni giochi da fare tipo i travasi. allora prendo una ciotola e dentro ci metto pasta di tutte le dimensioni dalla più grande a quella minuscola o chicchi di riso. lui deve dividerle e metterla ognuna in un bicchierino diverso. si inizia con 2-3 tipi di pasta per poi aumentare. serve per migliorare la "pinza" dove marco è deficitario. poi si passa alla fase più complicata di fargli prendere la pasta con le pinzette delle ciglia sempre dal formato più grande a quello più piccolo.

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