lunedì 28 gennaio 2013

Angolo dei tentativi: schede per esercitare la capacità di raccontare (prefazione: il lamento della blogger hobbista)

Ormai è chiaro.
La mia realtà non corrisponderà mai all’affascinante immagine della blogger professionista, impegnata davanti al PC nella stesura dell’ultimo post, mentre sorseggia da una tazza mug del tè fumante.

Image courtesy of Idea go / FreeDigitalPhotos.net
Mentre scrivo, mio figlio sta portando suo padre a consumare gli ultimi granelli di pazienza rimasti, dopo una giornata non particolarmente brillante e, osservando il monitor bloccato da più di 10 secondi su una pagina che non vuole saperne di caricarsi, sento che le poche e confuse idee da sviluppare, meditano una fuga dalla mia mente, insieme a quel pizzico di voglia di scrivere che ancora mi resta.


Non è un bel periodo e probabilmente sto attraversando la fase di minore entusiasmo, della mia avventura di blogger.
Come al solito, credo che le cose da scrivere non manchino, ma rispetto a prima mi sembra davvero enorme il lavoro necessario per organizzare e dare forma ai singoli argomenti.
Adesso ad esempio, devo necessariamente chiudere questo documento, perché sento che il tono di voce di mio marito suona fra lo sconfortato e il nervoso-represso…


Eccomi qui, esattamente il giorno dopo.
Stavo continuando a scrivere il post sull’onda di questo stato d’animo, per raccontarvi di tempo rubato, interruzioni continue e briciole di frustrazione (ma a chi voglio darla a bere…frustrazione  a filoni interi!), credo però che per la maggior parte di voi sarebbe come sciropparsi la replica  di un noioso film, visto mille volte e messo in onda ogni giorno, direttamente a… casa vostra.

Cerco di concludere, dunque, con qualcosa di più costruttivo e vi mostro due schede che hanno lo scopo di stimolare e sviluppare la capacità di raccontontare storie, pensate  per un bambino come Andrea che, pur avendo una comprensione del linguaggio adeguata all’età (se non superiore), mostra di possedere poco interesse e/o abilità nel raccontare le cose che accadono.
Voglio iniziare premettendo che ho utilizzato dei disegni, scelti dalla grande raccolta contenuta nel sito www.coloratutto.it , dato che non avevo il tempo per disegnare qualcosa con le mie mani (cosa che farò in seguito).

L’idea mi è venuta dopo il primo incontro con la logopedista, che dovrebbe iniziare a breve delle sedute con Andrea.
Molti di voi sapranno che in questa occasione, il dottore propone una serie di giochi e attività con lo scopo di valutare la situazione del bambino e decidere il lavoro da svolgere.
Verso la fine dell’incontro, la logopedista ha mostrato al piccolo una storia brevissima, raccontata con tre/quattro disegni molto semplici.
Ha iniziato lei; dopo aver “catturato” la sua attenzione, ha descritto ogni immagine mentre la indicava e subito dopo ha chiesto ad Andrea di raccontargliela.

Ogni tanto vedo, leggo o sento da medici e terapisti, delle cose che mi colpiscono più di altre e che mi sembrano “l’esercizio giusto” , quello che potrà far lavorare bene Andrea su uno dei problemi cruciali del periodo.
C’è stato il periodo in cui bisognava puntare sul dialogo fra pupazzetti, per ampliare le possibilità di gioco, per passare successivamente alla proposta di storie un po’ più complesse.
Questo invece sarà l’anno in cui si dovrà ampliare la comunicazione e puntare molto sul racconto, o almeno questo è quello che credo io.

La logopedista farà il suo lavoro, che purtroppo (come al solito…) non potrò seguire, ma sono sicura che lavorerà bene, perché è una professionista stimata e molto richiesta dai genitori che ho conosciuto, per la sua umanità e la sua competenza sulla sindrome autistica.
Dovremo pagare di tasca nostra, ma finché l’ASP non si prenderà la responsabilità di controllare e pretendere standard di qualità dai centri di riabilitazione convenzionati, per noi genitori non ci saranno altre possibilità.

Torniamo alle schede.

Nella prima (i bambini vanno a scuola- scarica PDF) ho proposto una sequenza familiare, come quella legata alla routine scolastica: pullman, arrivo a scuola e accoglienza della maestra, gioco, merenda, gioco, pullman, ritorno a casa.

Nella seconda (i bambini giocano insieme - scarica PDF) ho puntato su una storia che mettesse in evidenza numerosi aspetti della relazione in cui Andrea mostra le maggiori carenze: incontro dei personaggi e saluto, proposta di gioco, giocare insieme, piccolo incidente, aiuto da parte dell’amico, bimbo felice che ringrazia per l’aiuto.

In entrambi i casi ho raccontato una vera e propria storia, utilizzando parole semplici e senza dilungarmi troppo; ho notato che questo ha conquistato di più la sua attenzione, rispetto ai tentativi passati, fatti con piccole favole prese da un libro.
Oltre a questo, però, mi è sembrato importante vedere che per Andrea era molto più semplice raccontarmi la storia e che lo faceva senza troppi aiuti.

La prossima volta, dunque, tenterò ancora un paio di volte con schede simili, ma proseguirò rendendo le storie più complesse e molto più vicine alle esperienze già vissute, in modo da fornirgli uno schema visivo del racconto, con l’obiettivo di padroneggiarlo  (speriamo) e in seguito di generalizzarlo.
Attraverso le storie, inoltre,  posso ribadire comportamenti e regole che il piccolo deve imparare.

Spero di non aver fatto un pensiero strampalato…a me, in questo momento, sembra filare.



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10 commenti:

  1. Certo che fila e mi hai dato anche un bel suggerimento, perché quelle schede, sono di sicuro utilissime per sviluppare la fantasia e stimolare apprendimento e logica. Grazie!!! E non preoccuparti per tutto il resto (vedi prima parte del post), tutte le mamme scrivono nelle tue stesse condizioni, a meno che non lo facciano a notte fonda o all'alba. Quelli che bevono una tazza di the caldo davanti al pc, spesso fanno un altro lavoro.

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    1. Sono felice che le trovi utili e se in futuro ne preparerai qualcuna anche tu, mi farà piacere averla.
      Mi piace lo scambio di materiale e idee.
      Per tutto il resto, che dire...noi mamme siamo più affini a scenari caotici, è vero!
      Ciao!

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  2. Le tue schede sono utili e veramente ben fatte. L'idea è fantastica, la comunicazione è davvero importante.. ma non solo per i bambini tesoro. Anche per noi.. conosco bene il periodo che stai passando, sai. Anche per me è un momento di stasi e di mancanza di stimoli, di silenzi e di solitudine interiore. Ma 'comunichiamo', anche a chi ci mette davanti ad un disagio... arriverà la primavera, ne sono certa.. e i primi fiori sbocceranno di nuovo! Un bacione... forte.

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    1. La notte prima del parto feci un sogno in cui mio marito mi diceva: "Lascia che ci sia la pioggia, lascia che ci sia la tempesta, ma poi lascia che splenda il sole".
      Non la dimenticherò mai quest frase e alla luce di tutto quello che è accaduto dopo, ha il sapore di un presagio...o meglio, di un consiglio che proviene "da lontano".
      Un bacio Ely e torna a trovarmi; vedi che spunti meravigliosi mi offri?

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  3. Altro che, fila eccome. Vengo dal blog di Mammapiki e mi fa molto piacere conoscerti. Tratti i temi con delicatezza e competenza, amore e familiarità. Queste schede sono molto utili, ben fatte e ne farò uso.
    Sulle condizioni in cui scriviamo noi mamme? Stendiamo un velo pietoso. Sembriamo giocolieri.
    A presto, cara.
    Raffaella

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    1. L'immagine dei giocolieri mi piace e calza a pennello!
      Ti ringrazio per i complimenti, sei fin troppo buona.
      Spero solo che in tutto ciò che scrivo si percepisca soprattutto il mio desiderio di condividere esperienze e niente di più.
      Ti abbraccio e grazie per la visita!

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  4. Fila fila, puoi star tranquilla :-)... anche io sono nella fase peggiore in assoluto, voglia zero, tempo zero, testa altrove. Uff...

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  5. leggo sempre volentieri i post dove racconti le tue esperienze personali
    monica c.

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  6. Ciao!
    Davvero interessante il post! Grazie :-)
    Purtroppo, molti pensano che per noi mamme sia comodo lavorare al pc da casa, senza considerare che, spesso, o fai quest'ora (è l'1.42) o è quasi impossibile! Hai tutta la mia comprensione ;-)
    Buonanotte!

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  7. MEntre leggevo pensavo a quanta pazienza che ci vuole... ti ho immaginata a raccontargli favole, leggerne altre diverse, crearne di nuove, fare tentativi... insomma, che pazienza che ci vuole!
    E quando ci sei dentro nemmeno te ne accorgi!
    Per quanto riguarda il the fumante... sono quasi le 22 e ho appena realizzato che non ho scritto nulla per domani. aaarrrrrghhhh!!!

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