lunedì 29 aprile 2013

Racconti per bambini: Una buona pensata

Il Tesoro dei Bambini era un giornale settimanale che veniva stampato a Roma nel lontano 1893.
Usciva la domenica e conteneva racconti brevi per bambini, storie a episodi, un paio di giochi e raramente qualche favola o fiaba classica.


I racconti avevano di volta in volta lo scopo di istruire, educare o ammonire i fanciulli e in fondo sono lo specchio della mentalità e della cultura dell’ottocento.
Lo stile narrativo e alcuni termini utilizzati, sono lontani dal nostro linguaggio e le storie ritornano spesso su personaggi e situazioni in tema con la miseria e la malattia , mentre nei racconti i bambini sono o cattivi o virtuosi, ma ogni tanto si legge qualcosa che fa piacere condividere.

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Una buona pensata

 

di Matilde

 

- Mamma! Mamma! Guarda che cosa mi ha regalato, Carlo, il figlio del contadino – diceva, Giulio un allegro bambino, correndo incontro alla mamma, che era in giardino insieme con alcune ragazzine del vicinato.

- Non gridar  tanto forte, Giulio – disse la madre – Vediamo questo famoso regalo!

- Un cardellino! Guarda come è vispo e bello.

 

Tutte le bimbe intanto avevano circondato Giulio e tutte volevano vedere il piccolo prigioniero, accarezzarlo e dalle loro bocche uscivano esclamazioni di gioia e gridi di meraviglia.

- Io – disse la più piccina – gli comprerò il miglio.

- Io - disse un’altra – gli comprerò la canapuccia.

- Io – disse un’altra – gli cambierò l’acqua mattina e sera.

 

Ma l’Emma, che era la più grande, disse:

- Io gli farò una cosa che lo renderà molto più contento che tutti questi doni e tutte queste attenzioni-

- Sentiamo, che cosa gli farai al cardellino? – domandò Giulio incuriosito.

- Una cosa molto semplice. Gli dirò “Uccellino bello, la gabbia non è fatta per te, ritorna al nido, ritorna a cantare allegramente sulle rame degli alberi” e dopo avergli detto questo, aprirò lo sportellino e renderò la libertà al piccolo prigioniero.

 

- Credi davvero che sia infelice in gabbia? – domandò Giulio.

- Tanto infelice quanto saresti tu se ti rinchiudessero in un carcere buio; dimmi, ti sarebbero di sollievo le buone pietanze che ti potrebbero dare, se tu non potessi più moverti e non avessi più né la mamma né il babbo?

- No – rispose Giulio.

- Allora fa, come ti ho detto; apri lo sportellino e rendi la libertà al prigioniero –

 

Giulio esitò un poco, ma poi  incoraggiato da uno sguardo della mamma, alzò il saliscendi e spalancò lo sportello.

Il cardellino si guardò intorno, non credendo quasi a tanta felicità, e poi spiccò il volo e andò a posarsi sul ramo di un ciliegio trillando.

 

Giulio lo seguì con l’occhio.

- Che cosa dirà? – domando all’Emma.

- Dice: “Grazie, bambino buono, sono felice felice!”

Il cardellino trillava sempre di gioia e quel canto consolò Giulio del sacrificio, che gli era costato il riporlo in libertà.

 

 




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2 commenti:

  1. un post davvero bello complimenti.
    se ti va passa da me c'è un premio per te .
    http://assuntamenerella.blogspot.it/2013/04/premio-per-voi.html

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  2. Storie lontane nel tempo, ma sempre lo stesso desiderio di aprirvi verso una vita migliore. Ciao e grazie!

    RispondiElimina

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