domenica 12 maggio 2013

Family Village - a Palermo per la festa della mamma

PalermoBabyPlanner.it è un portale creato di recente per le mamme e per i bambini di Palermo, che attraverso le sue numerose rubriche desidera accompagnarci nell’impegnativo  percorso che inizia con la fase del pre-concepimento  e prosegue con la crescita dei nostri figli.
Per la loro festa di inaugurazione hanno voluto organizzare un grande evento, il Family Village, proprio nella giornata che celebra la mamma e oggi c’ero anch’io, con pupo e marito al seguito.


Il Family Village presso Villa Filippina di Palermo

Lo scambio di mail  con i membri dello staff  di PalermoBabyPlanner.it è iniziato settimane fa, quando mi hanno chiesto se volevo parlare della mia esperienza di mamma blogger durante l’evento del Family Village.

La frenesia di questi giorni non mi ha fatto realizzare subito quale tipologia di condivisione mi aspettava e forse questo  è stato un bene, perché mi sono agitata solo alla vigilia del Family Village.
Ho scattato alcune foto per mostrarvi la location del’evento, Villa Filippina di Palermo, uno spazio aperto dove sono state allestiti i gazebo delle varie associazioni/scuole/ludoteche che hanno organizzato attività creative per bambini di tutte le età (a numero chiuso)
Non mancavano alcuni giochi liberi e un gonfiabile che sono stati presi d’assalto dai piccoli partecipanti al Family Village.



La nostra “fortuna” è stata quella di arrivare presto, per via della tavola rotonda al quale dovevo partecipare dopo un’ora circa, dato che questo ha permesso ad Andrea di giocare un po’ con i gonfiabili.

Era felice, ma mentre da una parte si iper-eccitava per il gioco e per la valanga di stimoli che riceveva, allo stesso tempo, con l’aumentare dei visitatori, diminuiva sia la possibilità di soddisfare la sua voglia di divertimento che di gestirli in un contesto tanto caotico.
I rappresentati del comune tardavano ad arrivare ed io non vedevo l’ora di cominciare…anche questo è stato un bene, perché la necessità di correre dai miei uomini, era diventata più grande dell’imbarazzo che provavo all’idea di dover parlare davanti a tante persone sconosciute.

Salita sul palco non ho pensato a come avrei dovuto impostare il discorso o come potevo sembrare più simpatica e interessante: quando è arrivato il mio turno ho parlato e basta.



Ho “confessato” la mia attrazione per questo straordinario mezzo di condivisione che è il blog, e di come il mio essere blogger sia cambiato e continui a cambiare nel tempo.

Ho parlato di autismo, spiegando che  aprirmi alla condivisione di questo argomento è stato per me il frutto di un percorso graduale e un po’ sofferto.
Parlare di autismo non è facile e mentre nella mia testa non ci sono dubbi su quello che vorrei dare in termini di informazioni e supporto, mi rendo conto che metterlo in pratica non è così semplice.

Ho parlato della nuova battaglia del comitato “l’Autismo Parla”: la creazione del polo specialistico per l’autismo.

Ho parlato delle battaglie di sempre: la sensibilizzazione sull’autismo, che nasce dall’urgenza di far conoscere una sindrome che si manifesta in maniera differente da un soggetto all’altro.
In pochi minuti non è facile comunicare quanto sia importante  capire e accogliere una sindrome che colpisce  1 bambino su 100, perché questo significa prepararsi ad un futuro in cui  saranno altissime le possibilità di incontrare nel proprio cammino un autistico.
Potrebbe essere il compagnetto di nostro figlio, il cugino, il nipote, il vicino di casa,  un ragazzino al supermercato o l’alunno della vostra classe, ma resterà comunque un’anima che ha bisogno di essere amata per quella che è, con tutti i suoi comportamenti problematici…come chiunque altro.

Nessuno di noi chiede commiserazione, ma il diritto alle cure necessarie.
Quelli che chiediamo non sono privilegi, ma necessità.

Ho parlato nell’unico modo in cui sono capace e quando per una attimo ho sentito di essere ascoltata, mi sono sentita serena e utile: è stato molto piacevole.

Subito dopo la tavola rotonda, siamo dovuti scappare via dal Family Village con un bimbo in lacrime e in preda all’agitazione per l’impossibilità di gestirlo in un ambiente per niente strutturato, ma questa è un’altra storia…







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7 commenti:

  1. Sarai stata davvero fenomenale, bravissima! :-)

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  2. che bella giornata...
    monica c.

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  3. Queste iniziative sono molto carine e penso che diano forma a nuovi modi di socialità

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    1. Sono totalemnte d'acordo con te!
      Ciao e grazie per il commento.

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  4. Mi piace molto come scrivi e descrivi, ogni volta mi sembra di vedere con i tuoi occhi!
    Sono contenta di questa opportunità di parlare sia del mondo dei blog sia della tua esperienza personale di blogger...specialmente come portavoce e testimone di che cos'è l'autismo.
    Mi spiace tanto per il tuo ometto, immagino come si sia alterato quando è arrivata la ressa di bambini ad invadere i gonfiabili! :-(
    A me capita sempre al parco-giochi con l'altalena...ce n'è solo una per 50 bambini piccoli e non ti dico la loro frustrazione!!!
    Peccato che un evento così interessante non fosse abbastanza organizzato da questo punto di vista!

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    Risposte
    1. Prima di ogni cosa grazie per le tue parole, sei sempre molto cara.
      Per il resto devo ammettere che non saprei dirti se poteva essere organizzato in maniera diversa, trattandosi di uno spazio aperto organizzato con gazebo.
      Anzi, devo dirti che per evitare la calca, molte attività erano a numero chiuso quindi dovevi prenotare giorni prima e questo è stato un bene.
      Se l'esperienza si ripeterà, magari ci saranno più aziende, scuole private e ludoteche e quindi più possibilità di gioco per i bimbi.
      Del resto sono consapevole anche delle difficoltà di mio figlio e del fatto che un'esperienza di questa può anche non andare benissimo.
      E' migliorato molto in questi ultimi due anni e sono sicura che col tempo riuscirà a gestire ancora meglio la frustrazione.

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