venerdì 17 maggio 2013

Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg – Venerdì del libro

Dopo settimane di assenza torno a partecipare al venerdì del libro con il manuale di Tracy Hogg intitolato ”Il linguaggio segreto dei neonati”.
Spero che questa  recensione potrà esservi utile …

Accade di frequente e soprattutto alle neo mamme (e ai neo-papà) di sentirsi ansiose di fronte alle responsabilità del ruolo di genitore.
Questa sensazione può aumentare a causa delle normalissime difficoltà in cui ci si imbatte, quando si deve  accudire un neonato o un bambino piccolo e credo che alcuni libri per mamme non facciano altro che far crescere progressivamente un senso di inadeguatezza tanto comune, quanto normale.
Questa è stata la situazione vissuta da me durante la lettura del libro di Tracy Hogg “Il linguaggio segreto dei neonati”, che mi è stato regalato con le migliori intenzioni da una persona cara, quando Andrea era appena nato.


Il metodo E.A.S.Y. di cui si parla nel manuale, consiste nell’organizzazione della giornata con il bambino, in quattro momenti dedicati ad attività ben precise e il nome di tale metodo è l’acronimo di queste fasi, che nel libro vengono descritte e motivate con esempi tratti dalle storie di altri genitori.
Le fasi da rispettare religiosamente per gestire senza problemi il neonato, sono queste:

E – eat
A – activity
S – sleep
Y – you

L’uovo di Colombo!

Attraverso “Il linguaggio segreto dei bambini” , Tracy Hogg spiega con sicurezza che il suo metodo si può collocare al centro fra il metodo rigido (tipo Esteville) ed uno permissivo (di chi? Ah! Il nostro…), ma ho sempre avuto difficoltà a cogliere le differenze del metodo E.A.S.Y. con il primo stile educativo.

La vita con un bambino richiede sia regole che routine e spesso queste cose funzionano…con bambini che rispondono bene.
L’autrice invece sembra non ammettere eccezioni, pur dedicando un paragrafo alle differenti personalità che manifestano i neonati fin dalla nascita e dove anche il tipo “scorbutico” viene preso in considerazione.
In realtà il suo metodo funziona perché è costruito attorno alle esigenze del bambino standard e perché lei integra tutto questo con la sua esperienza sull’ascolto dei diversi tipi di pianto e sullo studio del linguaggio corporeo del neonato, che ti riconsegna sotto forma di…tabella!
Da questo nasce il titolo “Il linguaggio segreto dei bambini”, un libro che per essere una valida fonte di conoscenza, almeno per l’ argomento centrale con cui viene presentato, dovrebbe avere in allegato un cd per ascoltare la differenza di questi pianti o, meglio ancora, un DVD con i filmati per osservare entrambe le cose. 

Valutando il libro dopo qualche anno, ho come l’impressione che si parta dall’offerta di un metodo presentato come innovativo e di successo, che a questa offerta venga aggiunto il fascino di un argomento come l’interpretazione del “mondo dei neonati”, ma che alla fine ti ritrovi un manuale dove ti dicono che devi organizzarti la giornata e seguire la routine.

Dopo averti conquistata con dei concetti inconfutabili, supportati da esempi plausibili, inizia la fase della vendita: “Capitolo 2 – Ci pensa E.A.S.Y.” – “La ricetta del successo: una routine ben strutturata”.
Per coloro che potrebbero considerare cavilloso il mio ragionamento (che io stessa non considero la verità assoluta) aggiungo alcune considerazioni.
Un capitolo e un paragrafo devono chiarire fin da subito l’argomento che verrà trattato, questo è vero, ma il problema è che Tracy Hogg rimane su questa linea, paragrafo dopo paragrafo, fino alla fine del libro.
Non ricordo di aver letto una sola frase sulla possibilità che il comportamento del bambino e le difficoltà riscontrate dai genitori, non siano dovute a qualche errore commesso da loro e credo che questo serva solo a vendere più libri.


Ammetto senza vergogna che faccio parte di quella categoria di mamme insicure e complessate, ma che credono fermamente nella necessità di una routine giornaliera per accudire il proprio bambino  e di una buona organizzazione domestica per tirare avanti, nonostante il comportamento di Andrea abbia sempre fatto apparire inutile ogni tentativo.
Credo anche nell’importanza di codificare i messaggi corporei del neonato per rispondere alle sue reali necessità e senza dubbio Tracy Hogg avrà un talento particolare, maturato con l’esperienza che puoi acquisire solo quando ti occupi di tanti bambini diversi.
Nonostante tutte queste mie convinzioni, aggiungo alle considerazioni fatte precedentemente, una certa perplessità di fronte a suggerimenti come quello dell’avvolgimento per immobilizzare il bambino troppo stanco oppure come altri che sembrano non prevedere una situazione diversa (es: il bambino si alza nel lettino-NON prendetelo-dategli il ciuccio…Andrea non ha mai preso il ciuccio).

Mi domando una cosa però: perché un comportamento come il succhiarsi il pollice, che viene considerato un vizio dannoso per i problemi che può creare ai denti, viene giustificato dall’autrice al punto da dedicargli un sottoparagrafo intitolato “Elogio del pollice in bocca”?
Sarà perché la figlia ha succhiato il pollice oltre i sei anni e, come scrive l’autrice stessa: “..un ciuccio può svolgere la stessa funzione, ma è controllato da una persona adulta…il pollice invece è sempre a portata di mano….e può essere tolto di bocca e ripreso come e quando il bambino  vuole…”.
Va bene, ho capito…con le proprie difficoltà si è sempre molto indulgenti.




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8 commenti:

  1. Il libro l'ho comprato dopo la nascita del mio primo figlio, l'ho letto e li per li, mi è sembrato anche molto utile, ma nessuno di quei consigli poi nella realtà, mi è servito. Credo che ogni bambino sia a se e che, nonostante le linee guida, sia molto difficile standardizzare così una routine. Ho preso spunto comunque e poi l'ho adattato alle nostre necessità.

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    1. Ciao mammapiky ^_^!
      Sono perfettamente in sintonia con il tuo ragionamento.
      Niente di più di un libro con qualche consiglio spendibile, così come ce se sono tanti. ma far credere ai genitori che qualsiasi problema è da ricondurre ai loro errori è assurdo.
      Pure il modo di cullare il bambino deve essere fatto in maniera diversa: sedute, cullandosi avanti e indietro.
      Certo che poi, nessuna di noi, ne fa una giusta! :D

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  2. Io devo dire che non amo affatto i manuali di questo genere (anzi, di nessun genere, se proprio voglio dirla tutta...) perchè mi ispirano un senso di rigidità e di chiusura che mi infastidisce.
    La tua recensione mi conferma che probabilmente faccio bene a non leggerne... ;-)

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    1. Rigidità e chiusura, esatto!
      Non mi rammarico più di non essermi documentata a dovere prima della nascita di Andrea ma, come ho scritto nel post "Come preparare il ritorno a casa dopo il parto", mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa che mi guidasse nella gestione generale dell'evento (e di me stessa) durante le prime settimane pos-parto.

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  3. Non mi è piaciuto, anzi mi ha anche un po' depressa perchè in quel momento che non funzionasse un "metodo" che secondo l'autrice poteva andare bene per tutti mi scoraggiava. Archiviato molto in fretta ho preferito assolutamente i consigli di Carlos Gonzales e tutto ciò che non è un manuale, quoto Maris!

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  4. Letto su consiglio prima di partorire: sembrava tutto così facile. Peccato che anche la piccola dolce creatura non lo abbia potuto leggere. Perchè magari mi risparmiava 18 mesi di carenza di sonno.
    Temo che non ci siano grandi espedienti per le mamme insicure, ma buon senso e persone disponibili ed ematiche vicine.

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  5. io non lo considero un manuale da seguire perissequamente ma solo una sorgente da cui attingere qualche consiglio ...!quando sono riuscita con la mia piccola a strutturare una routine le cose sono migliorate...lei piangeva meno, dormiva di più e io riuscivo molto meglio a sintonizzarmi con le sue esigenze. se leggete "Il tuo bambino: tutte le risposte" notate come lei approfondisce taluni aspetti che nel primo sembrano dati per scontato. Il centro è nostro figlio e quando loro hanno una giornata scandita da determinati ritmi stanno molto meglio...sono così piccoli hanno bisogno di sapere cosa gli accadrà dopo la pappa per esempio.

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    1. Piacere di conoscerti e grazie per il commento!
      Hai proprio usato le parole giuste (secondo me, ovviamente :) ) "Sorgente da cui attingere qualche consiglio", non un metodo infallibile.
      Senza contare che, come giustamente fai notare anche tu, le lacune ci sono e non permettono di superare ostacoli importanti.
      La routine per i neonati è fondamentale e anche da grandi i nostri figli hanno bisogno di essere contenuti con poche ma chiare regole.
      Secondo me alcuni concetti fondamentali vengono trascurati e messi in secondo piano a favore della promozione del metodo ed è per questo che il libro di Tracy Hogg continua a non piacermi.

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