venerdì 19 luglio 2013

Fiabe per bambini: Il Dialogo delle Bambole

Il caldo di questa strana estate non ci opprime, ma la voglia di scrivere è un po’ sfumata ugualmente, insieme  a quella di concentrarsi molto su qualsiasi cosa.
In compenso ho ripreso a leggere qualche libro e, ogni tanto, le fiabe antiche per bambini pubblicate nelle vecchie riviste che amo collezionare.

Image courtesy of  AKARAKINGDOMS / FreeDigitalPhotos.net

Secoli prima dell’avvento del film di animazione Toy Story, l’autrice della fiaba immagina che di notte, nella stanza di una bambina dal comportamento non proprio esemplare, delle bambole iniziano a raccontare le proprie disavventure.
Venite a curiosare anche voi nelle fiabe antiche per bambini…



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Fiabe per bambini - Il Dialogo delle Bambole

 

Nora dormiva saporitamente nel suo lettino bianco.

 

Poteva esser la mezzanotte e in tutta la casa regnava l’alto silenzio che circonda il sonno delle persone.

In quel gran silenzio echeggiarono lenti e vibranti i dodici tocchi da una pendola collocata nella camera attigua a quella dove Nora dormiva; si udì un fruscio di vestiti di seta e un bisbiglio.

 

Le quattro bambole addossate alla casetta di legno si erano mosse e parlavano sommessamente.

Il sonno di Nora fu rotto a un tratto da quei rumori, e da primo che ella fu così spaventata che stette per chiamare, per svegliar tutta la casa, credendo vi fossero i ladri, ma poi accorgendosi che i rumori partivano appunto dal luogo ov’erano le bambole, si rassicurò e volle udire ciò che dicevano.

 

-Auf! Che noia! – esclamarono tutte insieme, poi una vocina sola continuò: - Pare impossibile che quella stupida di Nora non capisca che anche noi abbiamo bisogno di riposare!

Come si fa a dormire così ritte e vestite? Non potrebbe metterci a letto la sera?

 

- Cara Dalia – disse un'altra vocina, rispondente alla bambola più grande e più bella, che aveva fatto udire quella lamentazione – noi siamo ben infelici di esser cadute nelle mani di questa bambina. Ella non ci cura punto e non è contenta altro che quando ci ha ridotte in uno stato da far  pietà.

 

Quella che aveva parlato era una bambola cui mancava una mano, e che perdeva la segatura dalle gambe, tanto che queste si eran fatte così flosce che non si reggeva più.

 

Allora prese la parola una vocina dispettosa: - Voi non avete ragione di lagnarvi – disse – ma io! Quella impertinente, guardate come mi ha ridotta? Non le è venuto in testa di tingermi con l’inchiostro del calamaio per figurarsi di avere una mora! Io, se potessi, piangerei.

 

Una quarta vocina, che non s’era fatta ancora udire, esclamò: - Nora non è degna di aver bambole! Ella non ci merita! Io appartenevo prima a una cugina di lei, una bimba che mi teneva con riguardo; ella mi coricava la sera, mi vestiva ogni giorno con cura e ripetevami che era il suo balocco e la sua consolazione. Quando Lina è andata in collegio sono passata nelle mani di questa egoista e sento, ohimè! tutta l’amarezza della mia situazione.

 

- Anche fra le bambole ci sono quelle felici e quelle disgraziate! – sentenziò la mora.

 

La bimba, dal suo letto aveva udite quelle lagnanze e le riconosceva purtroppo giuste. Quante ne aveva avute delle bambole e come le aveva ridotte! 

 

A una aveva tagliato il ventre per vedere come faceva a dir “Papà!Mamma!”. 

A un’altra aveva rotto la testa in un  accesso di bizza, una terza, che aveva il volto di cera, s’era presa la scesa di capo di metterla nell’acqua calda. 

Se ripensava a tutti i malestri fatti, vedeva sfilare una lunga processione di mutilate, di storpie, di bambole rese brutte, orribili per capriccio.

 

E allora le venne in mente che tante bambine sarebbero state felici di averne almeno una, e rammentò con quanta premura la cugina Lina le aveva raccomandato di tener di conto la bambola che le lasciava e si vergognò di non aver rispettato quel desiderio.

 

Io non potrei dirlo, perché Nora l’ho perduta di vista, ma mi assicurano che ora ella è divenuta una buona padroncina per le sue bambole; le tiene bene, le cura e non le sciupa più.

Pare che le loro lagnanze abbiano  operata quella trasformazione. Oh! Se tutte le bambole potessero parlare !

 

Emma Perodi









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2 commenti:

  1. Sei tenerissima.. il racconto è stupendo e ti ringrazio d'averla condiviso! <3 Le fiabe sono una risorsa unica.. non solo per i piccini ;) Grazie e un abbraccio <3

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  2. Ma che carina..a quest'ora capita a fagiolo, me la stampo e la leggo stasera per la nanna a Kate ^_^ grazie!

    RispondiElimina

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