giovedì 26 settembre 2013

Quattro chiacchiere sui cartoni animati: Peppa Pig & Co

Avevo iniziato a scrivere questo post, per mostrarvi le sagome di cartone di George e Peppa Pig che avevo costruito per Andrea, ma il racconto ha preso una strada diversa ed è venuto fuori un secondo post.
Concedetemelo! Per il momento ho voglia solo di sfogarmi sul famigerato argomento accennato nel titolo: i cartoni animati.

Nessun rifiuto, per carità!
Sono stati loro, in fondo, a offrirmi gli imput migliori per capire che in Andrea qualcosa non funzionava come avrebbe dovuto e per questo, ancora oggi, riguardando certe puntate dei Barbapapà (il primo cartone animato amato da Andrea), lo stomaco mi si chiude un po’…

Barbabravo imbocca Barbabravo*

Andrea ha guardato sempre pochissima televisione, perché i cartoni animati non lo appassionavano più di tanto e per lo più lo spaventavano.
Di fronte a scena di sforzi, distruzioni, pianti o litigi le sue reazioni erano simili a quella che vi ho descritto nel post  "film Turbo - comportamento problema al cinema con Andrea"; si manifestavano in maniera più o meno esasperata e di sicuro erano più frequenti rispetto ad oggi.

Ringraziando il cielo, molte delle scene che prima erano un grande problema, adesso lo fanno ridere e con questo cambiamento è aumentato anche l’interesse per i cartoni animati, oltre al numero di quelli che possiamo proporgli.
Questo significa che, grazie ad un po’ di televisione dopo pranzo e cena, possiamo finire di mangiare e di bere il caffè senza doverlo continuamente ammonire o allontanare per qualcosa.

Via libera a Peppa Pig & Co…ma con (molta) moderazione


In linea di massima, anche lui adesso è uno di quei bambini che potrebbe stare ore davanti alla televisione per guardare i suoi cartoni animati preferiti che sono: Peppa Pig, Spongebob, Oggy e i Maledetti Scarafaggi. Fino a poco tempo prima guardava con piacere I Fantagenitori, Pucca, Pimpa e i Peanuts ma anche adesso non li disdegna, mentre sembra mostrare interesse anche per i Puffi.

A nanna con un pupazzo di Spongebob appena ricevuto in regalo

Adesso è più facile trovare qualcosa da proporgli, ma è anche vero che bisogna lottare un po’ per spegnere la televisione, quando guarda un cartone animato che ama in modo particolare.
In realtà le battaglie sono rare e hanno vita breve, per il semplice fatto che le regole sono state chiare e insindacabili fin dall’inizio.

Tutti i genitori sanno che guardare troppa televisione fa male, ma spesso non vengono posti limiti reali di tempo  e il controllo esercitato sui propri figli si limita a un paio di ammonimenti/minacce urlati, quando sale il nervoso.
Non sono qui per criticare i metodi altrui e quando una mamma mi racconta che sua figlia, compagnetta di Andrea, trascorre il pomeriggio guardando la Tv e mangiando sul divano, quasi penso:”Beata lei che può”.
Perché penso una cosa tanto idiota?
Ve lo spiego subito.

Ammesso che Andrea decida di restare davanti alla TV tutto questo tempo, dopo pochi giorni (oppure ora) mi ritroverei con un figlio che:
a) si muoverebbe come una scheggia impazzita;
b) ripeterebbe in maniera ossessiva le stesse domande sul cartone animato;
c) racconterebbe in maniera ossessiva un particolare della storia;
d) nei momenti di pausa da questo delirio, emetterebbe suoni privi di significato;
e) non riuscirebbe più a staccarsi dal vortice dei suoi pensieri ripetitivi per prestarmi ascolto e questo significa che dovrei faticare anche per farmi dare una risposta banale come sì oppure no.

Le prime divergenze di opinione con Spongebob

Il punto è questo: la televisione ha un potere ipnotico e guardarne tanta fa male a tutti i bambini, ma nei bambini che hanno meno risorse per difendersi, le conseguenze sono immediate e più esasperate.

Questo significa che devo centellinare la quantità di cartoni animati che Andrea può vedere e nonostante tutto continuo a sbagliare, perché dovrei intervenire quando uno di questi inizia a  coinvolgerlo troppo.
Il mio intervento dovrebbe consistere nel diminuire ancora di più le puntate che può guardare e/o convincerlo a diversificare.
La questione sembra semplice, se non fosse che c’è anche il dopo-cartoni e quindi il momento in cui lui dovrebbe giocare pensando a tutt’altro e invece i suoi pensieri continuano a ruotare sui personaggi e le battute che lui adora.

“Non deve farlo arrivare a quello…”
Le parole della terapista, sono state l’energia che ha fatto accendere una nuova lampadina (sono quasi un albero di Natale) ma dopo, tocca solo a me mantenerla funzionante.

Non è semplice imparare a cogliere la fase in cui l’interesse comincia a trasformarsi in pensiero fagocitante, a capire quando è opportuno intervenire e quando  è giusto lasciarlo in pace.
Senza contare che è altrettanto difficile mettere da parte ogni cosa, da quella per la casa a quella per te, quando sei consapevole del fatto che in fondo ha guardato appena 20 minuti di televisione e che prima hai giocato tanto con lui (e dopo lo farai ancora), cercando di impegnarlo in cose divertenti, costruttive e diverse.

Alcune volte, proprio in questi momenti, penso che da qualche parte c’è una mamma che sta  facendo le pulizie mentre il figlio è piantato davanti alla TV e, poco lontano, ce ne sarà un’altra che prepara la cena, mentre il figlio gioca da solo nella sua stanza.
Poi vedo me, che controllo sempre l’orologio quando guarda i cartoni e valuto se non guarda un Peppa Pig di troppo.
Vedo me, che dalla cucina lo ascolto mentre ripete le stesse cose e mi sento in colpa perché dovrei intervenire e invece…preparo la cena.
Per carità!
Non resto costantemente accanto a lui e posso dire con assoluta certezza che non gli farebbe neanche bene, ma sembra che quello che faccio non è mai abbastanza o non va quasi mai bene.

E’ un tantinello frustrante, non trovate?

Nel prossimo post: Quattro chiacchiere con le sagome di George e Peppa Pig


* (2011) Barbabravo imbocca Barbabravo: avevo capito che dovevo sfruttare le sue piccole ossessioni per insegnargli alcune cose (es: il dialogo tra pupazzi).
Quello che vedete in foto è tutta opera sua, senza alcun suggerimento o imitazione






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4 commenti:

  1. Cara Letizia.....che dirti? Ho letto tutto con grandissimo interesse.
    Il tuo essere mamma è molto più difficile rispetto alla norma, ma proprio per l'amore e dedizione che dedichi al tuo bambino non puoi assolutamente dire che non fai abbastanza per lui!
    Purtroppo i Miracoli non li sa fare nessuno e non esiste mamma con il dono della bilocazione.
    Quello che invece voglio dirti è che ti stimo tanto: per come ti interroghi, per come ti poni, per come ti impegni a far stare bene il tuo Andrea.
    Sei una mamma favolosa!
    Speriamo che la medicina trovi delle soluzioni concrete per l'autismo, non tutti i bambini speciali hanno la fortuna di avere accanto dei genitori formidabili come ha il tuo Andrea!
    Ti abbraccio forte....

    RispondiElimina
  2. Letizia, tu sei una mamma meravigliosa, fai veramente tanto per il tuo piccolino e sai gestire le situazioni in maniera eccellente. Immagino la tua frustrazione. Chissà perché spesso noi mamme (che pure siamo esseri umani) abbiamo sempre l'impressione di fare troppo poco... o male... o qualsiasi altra cosa, ma mai semplicemente giusta.

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  3. Spunto di riflessione molto interessante e faccio un mea culpa perché da quando e' nata la piccolina mi accorgo che a volte abuso della TV, nel senso che prima la regola era un cartone al giorno, e magari insieme uno della walt Disney. Oggi invece Peppa ed i Barbapapa sono gli amici dell'ora di cena e mi consentono di apparecchiare e preparare qualcosa. So che succede a molte e che in fondo a guardarli hanno un che di educativo, ma concordo con te sul fatto che si ipnotizzano ed anche quando smettono si guardare, continuano a ripetere frasi e gesti. Ne parlai una volta con la pediatra e lei mi disse che a piccole dosi e' anche un modo per sviluppare il linguaggio.

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  4. Lety io ti trovo fantastica e questo tuo trovare sempre la soluzione giusta e adatta per lui non può che renderti meravigliosa, credimi Andrea è fortunato e lui il tuo amore lo sente.

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