mercoledì 2 ottobre 2013

Quattro chiacchiere con le sagome di George e Peppa Pig

Non sono impazzita, ma forse sono sulla buona strana e due giorni di chiacchiere con le sagome di George e Peppa Pig che ho costruito per Andrea non possono che aprirmi una corsia preferenziale per la follia.

Iniziamo con la foto che mi ha scattato il mio pargolo…Vedete quanto è bravo ? (tipica oggettività da mamma)



La signorina in rosso che intravedete accanto a me è la sagoma della “mitica” Peppa Pig.
Di lei ormai non resta più traccia, ma vi dirò alla fine cosa è accaduto e perché mi sono pentita quasi subito di averla disegnata.

Qualche giorno fa ho costruito queste sagome di George e Peppa Pig, in barba al fatto che sono la sua ossessione del momento, e mi è toccato farle parlare con lui, quasi sempre delle stesse cose.

Unica regola: facciamo questo gioco in momenti ben precisi, stabiliti insieme e questo significa che NON devi pretendere che io faccia parlare Peppa Pig mentre mescolo il sugo o che imiti George dire  “Dinosaaaauo” mentre faccio la pipì.
Le regole chiare e insindacabili in genere aiutano molto, soprattutto quando chi le stabilisce  ha dimostrato in più occasioni che non cede di una virgola.


Al di fuori dei momenti in cui erano animate da me, quindi, Andrea si è dato da fare per giocare da solo e con le sagome di Peppa Pig e George ha:
- litigato un paio di volte,
- provato a impastare acqua e terra per il famoso salto nella pozzanghera,
- entrambe lo hanno accompagnato in alcuni giri sulla “lapa” (siciliano-moto Ape Piaggio),
- quella di Peppa Pig ha fatto un volo su un albero di olivo, rimanendo impigliata fra i rami e prontamente salvata da una scopa.

Nonostante questi simpatici diversivi, Andrea non dimentica di tampinarmi perché il momento in cui la mamma anima le sagome, non si può sostituire con niente.
Peccato che ad un certo punto la noia fa sempre capolino (solo in me), soprattutto quando non c’è molta varietà nelle domande e nelle battute.

Ad un passo dall’avvilimento, precisamente in quella fase in cui inizio a pensare alle strategie più o meno lecite per liberarmi da quell’impiccio, ecco che si verifica un episodio risolutivo: una puntata di Peppa Pig con una di quelle scene che lo fanno arrabbiare.

Premetto che non ho capito e continuo a non capire di quale colpa di sia macchiata la maialina in quella puntata, ma tant’è che ha fatto un volo nella pattumiera, strappata in due pezzi.
Inutile fargli raccontare cosa lo ha turbato tanto: continuava a camminare veloce e risoluto, ripetendo parole di rimprovero e minacce.

George è sopravvissuto, ma ho scoperto che senza sua sorella non suscita molto interesse in Andrea.
Nell’arco di due giorni appena, si è concluso così il gioco con le sagome cartonate di George e Peppa Pig; giusto il tempo di scattare un paio di foto

 
Bye Bye Peppa Pig!





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4 commenti:

  1. Forse sarà masochismo il mio ma queste sagome mi piacciono molto, piaceranno da impazzire a Cestìno e credo proprio che ti copierò! Mi butto anche nell'imitazione e vediamo quanto resisto e che succede, tanto ora mi tocca disegnare uncini, spade e mappe del tesoro tutti i giorni e pure combattere in duelli e lanci finti dal trampolino di una nava pirata, quindi....:-))) ti faccio sapere comunque e grazie dell'idea che per ora e' una grande alternativa!!!

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    1. Immaginavo che vi sarebbero state utili le sagome da scaricare, per realizzarle subito, ma quel giorno era così impaziente che non ho voluto farlo aspettare "per le mie cose".
      Fammi sapere allora e, in ogni caso, sai che vengo a sbircire nel tuo blog. CIAO!

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  2. Povera Peppa... piangiamo la sua scomparsa... Ma quanto sei brava, io avrei fatto un pastrocchio tremendo! :-)

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    1. Non credo che avresti fatto un pastrocchio, anche perché questi personaggi sono davvero stilizzati al massimo.
      Sarà anche questo il motivo del loro successo?
      Per il resto...va bene...versiamo lacrime per qualche secondo in ricordo della povera Peppa :D

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