venerdì 13 dicembre 2013

Il mio piccolo vademecum per creare Storie sociali

Ho scoperto da poco l’importanza delle storie sociali, come strumento per aiutare Andrea a capire gli altri e per insegnargli i comportamenti adeguati in diversi contesti sociali.
Ne sono felice, anche se questo comporterà un impegno maggiore da parte mia per prepararle.
Quella che segue è la mia piccola guida per creare storie sociali.

Image courtesy of  suphakit73 / FreeDigitalPhotos.net

A cosa servono le storie sociali?


Le storie sociali vengono scritte e proposte a bambini di età diverse, per far emergere e successivamente consolidare, un comportamento socialmente appropriato.
Furono definite per la prima volta da Carol Gray  nel 1991 e da allora vengono utilizzate da educatori, terapisti e genitori per descrivere il problema principale e fornire esempi di comportamenti alternativi.
Le storie sociali si sono rivelate particolarmente utili per aiutare i bambini con autismo ad alto funzionamento e per gli Asperger.

Un genitore può proporre una storia sociale al suo bambino anche se quest’ultimo non sa leggere, mentre un requisito più importante è che sappia prestare attenzione almeno per pochi minuti.
Le storie sociali, infatti, sono brevi e vengono scritte utilizzando un linguaggio adeguato al livello di comprensione dei bambini, oltre che ai loro diversi gradi di sviluppo sociale, emotivo e intellettivo.
Per renderle più interessanti e comprensibili, molti genitori/terapisti aggiungono illustrazioni e disegni semplici alle storie sociali, ma ciò che non bisogna trascurare sono  le indicazioni offerte da Gray (2004) sui tipi di frasi da utilizzare e sulla loro disposizione all’interno della storia.

Image courtesy of  kjnnt / FreeDigitalPhotos.net

Le frasi che si devono utilizzare per costruire una storia sociale 


Descrittive – sono frasi che descrivono dove si svolge la storia, quello che succede e perché.
Le frasi descrittive non dovrebbero contenere parole categoriche come “sempre”, ma forme più generiche come “alcune volte” oppure “in genere”.
Questa differenza apparentemente banale, in realtà è molto importante per evitare interpretazioni letterali da parte del bambino/ragazzo, che non lo aiuterebbero a gestire il cambiamento.
Le frasi descrittive sono più efficaci se la quantità di particolari offerta è sufficiente per farci immaginare la scena, quasi come se la stessiamo guardando in un video.
Allo stesso tempo è indispensabile saper distinguere tra una quantità di dettagli sufficienti e significativi e una quantità eccessiva che include molte descrizioni di carattere transitorio (esempi: il colore dei capelli della maestra, spiegare il nuovo orario scolastico nel dettaglio).
Ogni storia sociale dovrebbe contenere 2-5 frasi descrittive.

Soggettive – sono le frasi che descrivono le reazioni degli altri e cosa le ha fatte nascere in una determinata situazione-stimolo. Le frasi soggettive sono molto importanti perché descrivono i sentimenti degli altri e ogni storia sociale ne dovrebbe contenere da 2 a 5.
Un bambino nello spettro autistico ha bisogno di capire le reazioni degli altri nei diversi contesti sociali e deve essere aiutato anche a comprendere le reazioni degli altri ai suoi comportamenti.
Questo significa che alcune frasi per noi apparentemente banali come: “Alla maestra piace vedere che la guardo e che l’ascolto”, per gli autistici (e gli Asperger) sono in realtà “strumenti che permettono al bambino di vedere nelle teste e nel cuore degli altri e quindi anche di capire le ragioni del loro comportamento”.

Direttive – sono le frasi che descrivono la risposta adeguata alla situazione sociale di cui si parla nella storia. Le frasi spiegano al bambino/ragazzo cosa dovrebbe fare e/o dire in quella specifica situazione, ma lo fanno attraverso termini positivi. In genere, le frasi direttive iniziano con: “Cercherò di…”, mentre si evita di scrivere: “Non devo…”.
Una storia sociale  deve contenere una frase direttiva.

Gray afferma che in una storia sociale efficace composta da 10 frasi, circa 8 devono essere descrittive o soggettive, mentre quelle direttive saranno 1 o 2 al massimo.

Lo stesso Gray offre alcuni suggerimenti per presentare in maniera adeguata una storia sociale:
- il bambino siede a una scrivania sgombra di oggetti;
- l’adulto seduto al suo fianco, ma di poco spostato indietro;
- l’adulto mette la storia sulla scrivania, davanti al bambino;
- l’adulto inizia a leggere, rimanendo in quella posizione un po’ defilata.

Quelle che avete letto sono le indicazioni base per creare una storia sociale e proporla al bambino, ma se desiderate approfondire l’argomento potete leggere “Il libro delle storie sociali” (2004) di Carol Gray - Casa editrice: Vannini Editrice.
Non sottovalutate il confronto con gli altri genitori e, se potete, iscrivetevi a qualche gruppo di discussione ( forum o face book) dove troverete una gran quantità di documenti, esperienze e informazioni veramente utili.
I miei tentativi di capire e creare storie sociali sono appena iniziati e tornerò altre volte sull’argomento, perché questa è la strada giusta per Andrea; una delle tante da percorrere.
A presto!

P.S. Vi lascio la mia prima storia sociale “La recita di Natale a scuola”.
Se qualche genitore un po’ più esperto capitasse da queste parti, mi farebbe molto piacere se mi facesse notare eventuali “errori” o aspetti da migliorare.
A me non soddisfa appieno; avevo fretta e potevo fare di meglio, ma devo capire bene cosa sarebbe più utile modificare.



https://dl.dropbox.com/s/79hou3fi3bow6up/PDF%20storie%20sociali%20la%20recita%20di%20natale.pdf?dl=1


AGGIORNAMENTO (18/04/2015)
Spesso le risposte non arrivano subito, ma l'importante è che prima o poi giungano a destinazione quelle informazioni che ti permettono di capire gli errori, per poi correggerli.
Nella storia sociale condivisa alla fine di questo post, ho commesso degli errori importanti, ma la lascio per poterci collegare successivamente un post che la prenda come spunto per dare indicazioni più corrette.




Subscribe to Our Blog Updates!




Share this article!

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Return to top of page
Powered By Blogger | Design by Genesis Awesome | Blogger Template by Lord HTML