lunedì 17 febbraio 2014

Come giochiamo oggi? Planes Il Gioco Gigante di Lisciani

Da quando Andrea è nato, avrà ricevuto almeno un gioco Lisciani all’anno da parte di parenti e amici.
La cosa non mi ha mai stupito perché i giochi Lisciani sono tra i migliori in circolazione e io stessa li ho scelti spesso per fare dei regali, senza contare che noi li utilizziamo fino alla completa usura.
Nel post vi descriverò una delle novità di questo periodo: Planes Il Gioco Gigante di Lisciani


Lisciani – i giochi nel gioco


Questa è una delle caratteristiche che mi piace di più nei giochi Lisciani e l’ho scoperta già in Chuggington Il Trenino delle filastrocche elettronico (2-4 anni), il primo gioco da tavolo Lisciani ricevuto da Andrea, dove si poteva:
- unire le cartelle delle filastrocche, mentre si leggevano al bambino;
- ricostruire un trenino unendo il personaggio alla filastrocca giusta;
- con il modulo elettronico, ascoltare il suono di ogni personaggio cliccando sull’immagine corrispondente;
- infine ci sono le immagini cartonate dei personaggi per il gioco del memory, che ancora oggi utilizziamo.
Non potete immaginare quanto mi sia stato utile questo gioco del memory per aiutare Andrea a prolungare i tempi di attesa, rispettare il turno, esercitare la capacità di attenzione.


Ho iniziato scegliendo circa 3-4 coppie di personaggi (quelli che lo avevano attirato di più) e ne ho aggiunte una per volta, quando notavo che le abilità miglioravano.
Questo gioco Lisciani è stato un regalo della zia: soldi spesi bene…


Planes Il Gioco Gigante Lisciani


Come vedete nella foto in basso foto, anche in questo caso il gioco di percorso Planes inizia con un’altra attività in genere gradita ai bambini (tranne al mio…) e cioè un puzzle gigante.
Per fortuna le tessere sono solo nove, il risultato si raggiunge in tempi per lui sostenibili e possiamo arrivare alla fine con un pizzico di gratificazione.



Andrea mi ha aiutato a staccare le piccole immagini cartonate dei personaggi di Planes, mentre io mi occupavo di costruire la scatola per il… nascondino.
Attaccato lo spinner su una delle tessere e sistemati  i segnaposti giganti sulle card stand, è iniziato il gioco  dedicato al mondo di Planes con un nano che conteneva a stento la sua eccitazione e una mammetta che, oltre a doverla gestire, aveva il compito di capire e avviare il gioco.
Per fortuna è semplice, oltre ad essere divertente.

Prima di tutto bisogna inserire nello scatolo del nascondino una sagoma piccola per ogni personaggio, tenendo conto del numero dei partecipanti al gioco.
Nel nostro caso: 2 giocatori = 2 sagomine skipper + 2 sagomineEcho+ 2 sagomine Bravo ecc.
Ha iniziato Andrea facendo girare lo spinner (all’inizio fa un po’ di attrito e gira poco, ma si aggiusterà molto in fretta, non temete) e ha fatto avanzare il suo personaggio, seguendo le frecce e facendogli fare tanti passi pari al numero uscito.
Quando il personaggio si fermava sulla casella con il bordo rosso, gli ho imposto di chiudere gli occhi per pescare una sagomina nella scatola: pensava di fare il furbo sbirciando!
Se il personaggio pescato era diverso dal suo, allora ne aveva scovato uno nascosto e poteva passare il turno a me, mentre invece avrebbe dovuto rimetterlo nella scatola, se il personaggio fosse stato già trovato in un giro precedente.
Può capitare di pescare lo stesso personaggio che abbiamo scelto per fare il percorso e, in questo caso, oltre a rimetterlo nella scatola del nascondino, dobbiamo saltare il turno successivo.



La prima partita l’ha vinta Andrea (per fortuna…mi sarebbe dispiaciuto concludere il primo gioco con una crisi di rabbia) quando è riuscito a “stanare” tutti i personaggi, escluso il suo.
Dopo quella volta Andrea ha giocato con Planes il Gioco Gigante anche con il papà e, in tre giocatori, quando mia mamma è venuta a passare qualche giorno da noi.
Ogni volta noto che il gioco lo coinvolge molto, una cosa che in Andrea non è scontata dato che tende ad annoiarsi e mentre lo guardo mi rendo conto che questi giochi da tavolo sono sempre la soluzione migliore per  esercitarlo a gestire/contenere la frustrazione delle fasi in cui stai per perdere, la fretta di finire e le esplosioni di rabbia che puntualmente ci “regala” quando non è il vincitore.

Ecco quando un gioco è veramente educativo: non solo passaggio di nozioni, ma soprattutto strategie per lavorare sulle abilità dei bambini e, di conseguenza, sul comportamento sociale.

Grazie sig. Lisciani!



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1 commento:

  1. Ma che bello questo gioco, devo dire che n questo campo Lisciani è una garanzia! Immagino che Andrea sia stato molto contento ^_^

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