domenica 9 marzo 2014

Differenze tra Autismo ad Alto Funzionamento e Sindrome di Asperger

Il bambino cresce (ha 5 anni appena compiuti) e quest'anno all’Oasi di Troina si é cercato di fare chiarezza sulla diagnosi, soprattutto perché l'ultima volta era fin troppo aperta al disturbo psicotico che, mi hanno spiegato, ha alcuni punti in comune con l'autismo.
Il problema è che l'evoluzione dei due disturbi, nonché le terapie adottate sono piuttosto differenti.
Cerco di essere sintetica e di centrare l’argomento del post:

differenze tra Autismo ad Alto Funzionamento e Sindrome di Asperger.

Image courtesy of sattva/FreeDigitalPhotos.net

Andrea rientra pienamente nell'Autismo ad Alto Funzionamento, “anzi, altissimo” come ha specificato ad un certo punto la pedagogista.
Cosa significa?


Significa che "alto funzionamento" non specifica solo il fatto che sa parlare, ma che possiede buone competenze e potenzialità...tanto buone che, come ha invece specificato la neurologa, se vado a controllare le caratteristiche degli Asperger (parliamo di testi ufficiali come il DSM ) ci posso trovare tanti aspetti di Andrea.
La domanda sorge spontanea: non potrebbe essere Asperger?
Risposta decisa: no, per alcuni particolari fondamentali nella prima fase dello sviluppo.

Nel bambino autistico si manifesta un ritardo del linguaggio nella prima fase dello sviluppo, mentre quello motorio è nella norma.
Nel bambino Asperger è evidente un ritardo motorio, mentre il linguaggio è precoce e fin da subito molto sviluppato.

Andrea ha iniziato a sgambettare a 11 mesi e questo è il dato che interessa alla neurologa; io ovviamente non insisto sul fatto che a 8 mesi non stava seduto, non gattonava, non si girava sul corpo...insomma, sembrava che non sapesse che farci col corpo, se non agitarsi in continuazione e per questo siamo andati per la prima volta da un neuropsichiatra.

Andrea ha avuto un ritardo del linguaggio nella prima fase dello sviluppo: noi abbiamo sempre riferito che intorno ai 2 anni ha iniziato a utilizzare frasi di senso compiuto, anche se non erano mai rivolte a noi (parlava in terza persona e ripeteva frasi di cartoni animati) e il suo vocabolario era abbastanza ricco, nonostante tutto.
Questo sembra essere un ritardo del linguaggio e per farmi un esempio sulle differenze con il bambino Asperger, mi hanno detto che quest’ultimo come prima parola potrebbe dire  “stetoscopio” .

Image courtesy of Vlado/FreeDigitalPhotos.net

Va bene, la situazione comincia ad essere sempre più chiara.
Le dottoresse continuano con le spiegazioni in merito alle differenze su Autismo ad Alto Funzionamento e Sindrome di Asperger, dicendo che solo questi sono i fattori discriminanti, motivo per cui in fondo è un bene che nel nuovo DSM la sindrome sia stata inglobata nello spettro autistico, scomparendo come dicitura.
In realtà la neurologa ha fatto cenno anche ad alcuni aspetti negativi legati a questo cambiamento, senza però spiegarmi a cosa si riferiva e io non ho chiesto nulla per non disperdermi in altri ragionamenti.

Non disperdiamoci anche noi e ritorniamo ai fattori discriminanti, che ad un certo punto dello sviluppo non sembrano più tanto evidenti.
Un Autismo ad Alto funzionamento come quello di Andrea è molto simile alla sindrome di Asperger e la pedagogista aggiunge che: “…i genitori pensano che sia  meglio la sindrome perché è spesso associata ad un QI alto, ma ci sono anche autistici ad alto funzionamento con 140 di QI”.
A questo punto suona nella mia testa un piccolo campanello di allarme: la dottoressa si riferisce a me? Sta facendo un discorso generale e senza doppi significati?

Io queste cose non le capisco bene, allora sto imparando che nel dubbio devo cercare di fare una domanda (quasi) chiusa, dove la parola chiave è il fulcro del mio interesse, che in questo caso è una sola: TERAPIA.
Cerco di concentrarmi e formulo la domanda: “Voglio sapere solo una cosa; la terapia per l’autismo ad Alto Funzionamento e per la Sindome di Asperger è differente?”
Risposta chiara, secca e sicura, in pratica l’unica che mi tranquillizza sul fatto che ho capito: “NO”
Ecco che inizia a sciogliersi la tensione, tanto che sento salire un po’ di commozione quando cerco di spiegare che per una persona con il mio carattere e con i miei limiti, sapere cosa fare è troppo importante. Sentirmi sicura mi consente di tenere a bada il nervosismo e la rabbia.

Avere la certezza che gli interventi da adottare sono uguali, mi permette sia di non dovermi preoccupare per eventuali “errori di diagnosi”, sia di infischiarmene della saccente opinione di psicologi e terapisti.
In questi anni sono passata dal sentirmi dire che sto autisticizzando mio figlio, al dover affrontare l’esaltazione di chi sosteneva che il bambino non fosse neanche nello spettro autistico, fino ad arrivare alle insinuazioni di disturbo psicotico e al suggerimento della somministrazione (ingiustificata) di farmaci, per poi tornare alla confusione più totale di fronte al medico di turno che mi domandava conferma sul fatto che si trattasse di Autismo ad Alto Funzionamento.

Ecco gli effetti collaterali della diagnosi precoce, in un paese (e in un mondo) popolato da “professionisti poco professionali” e spesso non adeguatamente formati.

Questo è tutto, adesso si ritorna a lavorare…

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5 commenti:

  1. Come sempre ti ho letta con estremo interesse e attraverso i tuoi ragionamenti e dubbi, ho finalmente capito qualcosa su ciò che differenzia un soggetto ad alto funzionamento da un Asperger nello sviluppo di un bambino piccolo.
    Poi concordo pienamente sulla diagnosi precoce: se non è fatta con attenzione e professionalità non serve a nulla, ma anzi...accresce tensione e confusione!
    Grazie per aver condiviso sul blog questa parte delicata della tua intimità, sono certa che sarà preziosa per tanti genitori che hanno dubbi simili ai tuoi! :-*

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  2. Lety fai bene a porti queste domande, i tuoi dubbi sono più che giustificati! Sono contenta che ora puoi stare un po' più tranquilla sapendo cosa devi fare. Sei una mamma meravigliosa e ti ammiro molto, fatti forza e ti mando un abbraccio!

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  3. Ciao carissima, ecco un premio per te:

    http://lexoryvita.blogspot.it/2014/03/premio-blogger-liebster-waward.html

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  4. Ti ho letta con interesse e ora provo a commentare in punta di piedi, sento tanta preoccupazione nelle tue parole, e posso capire il disagio di vivere nell'incertezza in attesa che i "tecnici" ti diano una diagnosi, e l'ansia che ne deriva temendo che sbaglino con la diagnosi anche le terapie, però quest'ultimo incontro mi sembra ti rassicuri per certi versi. Vi abbraccio.

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    1. Grazie per l'abbracci; lo accolgo con gioia :)

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