martedì 1 luglio 2014

Gioco Lisciani sulla simulazione del terremoto

Ho tentato di riprendere Andrea quando gli ho mostrato il gioco Lisciani sulla simulazione del terremoto, ma io e la tecnologia abbiamo un rapporto decisamente controverso, specie di questo periodo.
Non resta che fare appello alla vostra immaginazione, ma voglio aiutarvi offrendovi qualche spunto.



Se vi dico che il terremoto è uno degli interessi speciali di Andrea, che spesso fa centinaia di domande sull’argomento e che era al settimo cielo quando ha scoperto dalla pubblicità che Lisciani aveva ideato un gioco sulla simulazione del terremoto, secondo voi come può aver reagito appena gli ho mostrato la scatola?
Sono sicura che state immaginando la scena giusta…

Abbiamo giocato per più di due ore, senza dovermi preoccupare del solito problema della noia o della mancanza di iniziativa e credetemi, è stato bellissimo!
Quando Andrea è contento perché qualcosa lo sta entusiasmando, ogni cosa in lui accelera più del solito: il pensiero, il linguaggio, il movimento.


Tutto questo lo porta anche ad essere caotico in quello che fa e bisogna contenerlo, cercando di farlo soffermare su una cosa per volta; insomma si cerca di farlo concentrare per finalizzare le sue azioni su qualcosa.
In realtà, man mano che cresce e lo comprendo di più, mi rendo conto che lui è un pensatore veloce, con una mente che immagazzina tantissimi particolari e spazia da una riflessione all’ altra, facendo dei collegamenti che hanno sempre una loro logica, anche se io non sempre la colgo subito.
Insomma, quando lo vedo felice e accelerato, mi limito semplicemente a godermi questa gioia che fluisce impetuosa e libera, come i suoi pensieri.
Adesso però sto divagando, mentre invece volevo solo dire che, dopo i primi minuti di moto perpetuo, abbiamo iniziato a lavorare insieme per costruire il nostro piccolo plastico giocattolo per simulare il terremoto.



Gioco Lisciani sulla simulazione del terremoto


Abbiamo staccato sistemato tutti i pezzi e mentre io cercavo con grande fatica di tenere su il ponte, Andrea si è divertito a modellare delle macchinine e gli alberelli con il pongo che si trova nella confezione.
I giochi Lisciani hanno sempre questa caratteristica di offrire più giochi contemporaneamente, anche se tu in teoria ne compri solo uno.

Mio marito ha detto subito: “Ma non potevano aggiungere al gioco delle automobiline piccole e degli alberelli di plastica?

“No!” gli ho risposto subito “Perché avrebbero tolto una buona parte del divertimento, mentre costruire alcune pareti della città non rende passivo il bambino di fronte al gioco e lo coinvolge di più, anche perché il momento in cui si riproduce il terremoto dura pochi secondi, come è normale che sia”.


Noi abbiamo giocato a simulare il terremoto tantissime volte, anche perché Andrea esigeva una vera e propria catastrofe, con le strade che mostravano sotto di esse tutta la voragine e non solo una spaccatura.
Questi sono stati spunti per mostrargli col gioco alcune cose di cui avevamo già parlato, ad esempio che “la forza” di ogni terremoto è diversa e quindi anche i danni sulle città possono variare moltissimo.

Dato che il ponte non ne voleva sapere di crollare (lo rendevo troppo solido perché cadeva giù prima della scossa) ho arginato l’esplosione della sua frustrazione dicendogli che quel ponte era antisismico, quindi costruito bene come fanno in Giappone.
Insomma, ci siamo divertiti.

All’interno della confezione c’è anche un puzzle, un genere di gioco che Andrea non ama molto, ma guarda caso…questa volta l’ha montato senza che glielo chiedessi e , dulcis in fundo, un opuscoletto pieno di informazioni sui sismi, con fotografie e disegni interessanti che hanno dato il via ad un centinaio di domande…tanto per cambiare.

Vi lascio il link della pagina Facebook Lisciani perché tramite quella abbiamo trovato anche i video degli esperimenti.
Che ne pensate?
Alla prossima!





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6 commenti:

  1. ahah mi fai davvero divertire,non quest'ultima idea,sei molto paziente,chissa' se ci fosse (speriamo mai) il terremoto ,tuo figlio mi sa che non penserebbe a scappare x niente ,vorrebbe godersi la scena,ridendo .lauralaura

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  2. Buongiorno
    mi chiamo Alessandra, abito a Palermo e sono la mamma di un bambino di 6 anni a cui è stato diagnosticato da poco un disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento. Mi sono imbattuta nel suo blog per caso (attraverso il blog di mamma claudia e il topastro). La posso contattare? Grazie, Alessandra

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    Risposte
    1. Ciao Alessandra!
      Prima di tutto, puoi darmi del tu se ti fa piacere.
      Mi puoi contattare quando vuoi; a questo proposito ho messo la mail nella sezione contatti del menù, ma se per te è più semplice copia questo indirizzo: tittiarpege@yahoo.it
      Un abbraccio!

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    2. Grazie Letizia e a presto, Alessandra

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