domenica 7 dicembre 2014

Lo spettro autistico, i massaggi e il contatto fisico

La bimba è molto furba!
Guardate il video prima di leggere il post, così le mie parole incontreranno (forse) meno ostacoli.








Una delle prime cose che ho acquistato in gravidanza è stato un olio alle mandorle purissimo, che avevo deciso di usare per massaggiare il mio pupo (deformazione professionale).
Le cose non sono andate come pensato e massaggiare Andrea era a dir poco impossibile.

Non sono stata costante né tenace, ma non mi sono mai arresa del tutto e ogni tanto, dopo il bagnetto, gli frizionavo gli arti e il tronco con le mani unte di olio, dicendo a voce alta: "Il buuusto, le braaaaccia, le gaaambe, i pieeeedi... eeee...le dita dei piedi!!!"
Lo ripetevo un paio di volte ed era evidente che ogni mio tocco produceva un irrigidimento muscolare, anziché una qualsiasi manifestazione di gioia o rilassamento.

Ci rimanevo male.
No, non è esatto…ci rimanevo malissimo e mi sentivo infelice.
Le prime volte fin quasi alle lacrime, perché quello che vedevo era l’ennesimo comportamento incomprensibile di mio figlio.
Per nove mesi di gravidanza non avevo aspettato altro che poterlo abbracciare e adesso che era accanto a me non faceva che piangere, ogni suo movimento si opponeva al mio e si muoveva in modo caotico, tanto che fino agli 8 mesi e mezzo (quasi) non è riuscito a stare seduto, perché non imparava come poteva farlo.

Sì, proprio così; è quello che disse il primo neuropsichiatra che consultammo: “E’ tonico, non ha problemi muscolari, ma è caotico ed è come se non capisse che il movimento serve a qualcosa”.
Più o meno disse questo.

Se mi avvicinavo a lui, mi afferrava viso e capelli, me li tirava, mi spingeva e si riavvicinava, mi faceva sempre male e io, non sapendo che fare perché mai mi era capitata una cosa simile, mi trascinavo nell’unica cosa che l’istinto mi dettava: cercavo di stargli vicino, di abbracciarlo,  seguendo finché potevo quei  movimenti caotici.
Finiva sempre che dovevo allontanare le sue mani dai miei capelli, ma le lasciavo subito e lui tornava all’attacco; facevamo così un paio di volte finché non ne potevo più e a quel punto rinunciavo (quando andava bene) o la delusione si trasformava in rabbia e lo rimproveravo, anche aspramente.
E’ stato un periodo estenuante, vissuto nella completa solitudine.

Oggi so che avrei dovuto allontanare subito le sue mani e, avvicinandomi al suo viso, avrei dovuto dirgli con tono deciso, scandendo le parole: “No! Questo non si fa”.
Avrei dovuto fare così e non per far cessare in tempi brevi quella “lotta”, ma solo perché quella era l’unica strada da imboccare per iniziare una educazione di contenimento che per lui era ed è importantissima.
Contenere non significa bloccare o impedire il movimento, ma strutturare al massimo ambiente e attività affinché il bambino sia aiutato a trovare un ordine e una concentrazione interiore, che esercitata andrà rinforzandosi col tempo.

Che fine fece il massaggio?

In maniera sporadica sono tornata a riproporglielo, senza più demoralizzarmi o con le lacrime in bilico.
Non era più il momento di dolce e condiviso relax che avevo immaginato, ma pochi secondi di frizioni proposte come gioco.
Non era la favola zucchero e miele che avevo sognato, ma un momento in cui provavo qualcosa che sentivo importante per mio figlio.
Nessuno me lo aveva detto, ma secondo me era importante.
Forse il contatto fisico non sarebbe mai stato  per lui un momento di gioia, ma per me era impensabile cercare di aprirgli almeno una porta.

Anche questa estate gli ho proposto un paio di volte un bel massaggio; una di queste con tanto di musica e luce soffusa.
Che dire…è sempre il mio piccolo stoccafisso, ma l’ultima volta che l’ho massaggiato, prima del calo di temperatura di questo autunno, si è tolto di corsa i vestiti col sorriso sulle labbra.
La porta è aperta. 



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1 commento:

  1. Intanto spero abbiate trascorso un Natale sereno e poi....che grande cosa è il massaggio. Mette in sintonia le anime in particolare se poi sono quella della madre e di un figlio. Ti abbraccio augurandoti il meglio

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