martedì 24 febbraio 2015

Alcune regole di buona educazione

Durante le conferenze tenute in tutto il mondo e nei sui libri , Temple Grandin non perde occasione per ricordare ai genitori di  bambini autistici l’importanza delle regole di buona educazione.

La famosa zoologa attribuisce una buona parte del suo successo nella vita lavorativa e sociale, alla ferrea educazione (di stampo anni ’50) impartitale dalla madre fin dalla più tenera età.
La sua particolare condizione di bambina nello spettro autistico, infatti, non le permetteva di ricevere trattamenti di favore e quando entravano in ballo le regole di buona educazione la piccola Temple doveva sforzarsi di adeguare il suo comportamento alle richieste della madre e della tata, anche se per tanto tempo non le fu chiara l’importanza di questo insegnamento.

Fonte: blog.donnawilliams.net


Nel  libro “Le regole non scritte delle relazioni sociali” (T.Grandin – S.Barron – Uovo Nero Edizioni) c’è un piccolo elenco che considero una guida valida per chiunque e che mi piacerebbe condividere.

Alcune regole essenziali di buona educazione


  • Dire  “per favore”  e  “grazie”.
  • Essere gentili con gli altri a prescindere dalla loro posizione sociale. Bisogna essere ugualmente educati sia con l’addetto alle pulizie che con un capo o un insegnante.
  • Usare le buone maniere “formali” con quegli adulti che ricoprono posizioni autorevoli.
  • Non fissare gli altri.
  • Non insultare gli altri usando termini sprezzanti.
  • Non ridere o fare commenti sul peso, sull’aspetto fisico, sull’età degli altri, eccetera.
  • Non discutere di questioni famigliari in pubblico.
  • Non porre domande personali a qualcuno che non si conosce bene (non chiedere, per esempio, perché abbia divorziato o sia stato licenziato).
  • Non porre domande relative alla situazione economica di una persona o a quanto costano le cose che possiede (per esempio la sua casa, la sua auto, gli abiti che indossa, il suo computer, eccetera).
  • Non interrompere altre persone mentre stanno parlando, né verbalmente né passando tra di loro.
  • Non parlare con la bocca piena e non masticare con la bocca aperta.
  • Non grattarsi le parti intime in pubblico.
  • Non stare troppo vicini agli altri (questione di spazio personale).
  • Usare titoli come “signore”, “signora” o “signorina” quando ci si rivolge ad adulti che non si conoscono bene.
  • Non strappare qualcosa di mano a un’altra persona (cibo, giocattoli, libri, eccetera).
  • Non fare gesti osceni.
  • Non fare notare a un’altra persona i suoi errori, non ridere di lei e non prenderla in giro.
  • Non fare la spia a meno che non ci siano in gioco questioni di sicurezza.
  • Non poggiare i gomiti sul tavolo.
  • Non giocherellare con le posate mentre si sta parlando seduti a tavola.
  • Non pulirsi i denti con le dita in pubblico.
  • Non sputare, non ruttare e non scoreggiare in ambienti pubblici.
  • Coprirsi la bocca quando si starnutisce o si tossisce.
  • Non mangiare con le mani (a meno che non si tratti di finger food o di qualcosa come hot dog, hamburger, eccetera).
  • Non dimenticare le buone maniere al telefono, anche in relazione all’uso del cellulare.
  • Non dire a qualcuno che è stupido davanti ad altre persone.
  • Tenere sotto controllo la rabbia quando si è in pubblico.




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1 commento:

  1. Credo che su quello che mia madre ci ha sempre detto che il miglior regalo che può dare a noi è una buona educazione.

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