martedì 17 marzo 2015

Come pulire e conservare i tappeti persiani

Si dice che senza un tappeto la casa appaia più spoglia e meno accogliente.
Forse è vero, ma da alcuni anni mi limito  a tenere in casa solo dei tappetini funzionali per bagno, cucina e uno come scendiletto,  a causa di una fastidiosa rinite che mi porta a provare avversione per tutto ciò che può trattenere polvere.
I miei problemi di allergia alla polvere sono peggiorati, al punto che adesso devo ricorrere spesso ad uno spray nasale dopo aver spolverato e forse è anche arrivato il momento di abbandonare il metodo tradizionale per la pulizia dei materassi a favore di qualcosa di più efficace.

Nell’attesa di condividere soluzioni efficaci per eliminare gli acari dai materassi, vi lascio un appunto che ho conservato tempo fa e che contiene alcuni suggerimenti su come pulire e conservare  i tappeti persiani o quelli orientali di pregio in genere.

Image: appsmediatama.net


Come conservare  i tappeti persiani


- I tappeti persiani non devono mai essere sbattuti alla ringhiera perché questa pratica allenta le trame; produce rotture e strappi nei punti più logorati; fa sfrangiare il tappeto più facilmente.

- Non lavare i tappeti persiani  e orientali di pregio in genere,  utilizzando metodi empirici (ad esempio con la foglia di cavolo), perché se il vostro tappeto non è perfettamente pulito si rischia solo di impastare la polvere. Affidatevi  a specialisti che lavano i tappeti persiani a secco o con getto d’acqua, a seconda del tipo di tappeto orientale.

- L’aspirapolvere o il buon vecchio battitappeto  dovranno essere utilizzati solo una o due volte la settimana. Per togliere qualche briciola o per le pulizie leggere in genere, basterà  utilizzare una spazzola non troppo dura o, in alternativa,  la vecchia scopa di saggina.

Image: herati.it


- Se usate il battitappeto ricordate di passare prima il rovescio, per far depositare a terra la polvere, e di finire battendo il dritto (questa, ad esempio, è una procedura improponibile nel mio caso).

- Pulito il tappeto dalla polvere, passate sul tappeto uno straccio inumidito in una soluzione, composta da una parte di aceto bianco e tre di acqua.

- Le macchie possono essere eliminate immediatamente con acqua tiepida e sapone, tranne quelle d’inchiostro che invece devono essere lavate nel latte.
Per quelle più  ostinate, spesso bisogna ricorrere a un riparatore che toglierà i nodi macchiati e riannoderà i fili, sulla trama rimasta intatta.

- Ogni due tre anni circa, è consigliabile far esaminare i tappeti orientali di pregio da un esperto che giudicherà  se vanno lavati o no. La polvere che si annida nella trama, alla lunga  logora il pelo, ma l’usura del tappeto avviene soprattutto per l’essiccazione della lana. Evitate, dunque, il contatto diretto con il pavimento nei punti in cui sono inseriti i pannelli radianti per il riscaldamento. Se non avete altra scelta allora utilizzate sempre dei sottotappeti.

Image: www.gattieclassic.it

- Durante l’estate i tappeti persiani si possono conservare anche in casa, dopo averli puliti perfettamente. Arrotolateli,  avvolgeteli con della carta e riponeteli in luoghi dove non batte il sole.

- Sembra che la tarma non sia il nemico numero uno del tappeto orientale. La maggior parte dei tappeti orientali, infatti, sono a trama di cotone e la tarma aggredisce solo i nodi di lana.

- Il pericolo peggiore per un tappeto orientale è l’umidità che attacca il tessuto riducendolo a brandelli.
In questi casi la riparazione diventa difficile e costosa dato che bisogna rifare pezzi interi.

-    Per la stessa ragione è consigliabile aggiustare i tappeti orientali prima che cadano a pezzi: premunendosi in tempo si possono evitare spese ingenti.








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