sabato 6 giugno 2015

Racconti di fine 800 per bambini sul rispetto per i cani

Tormentati e tormentatori  è un breve racconto, pubblicato in un giornale settimanale di fine 800, che invita i bambini a riflettere sui loro comportamenti  nei confronti  degli animali domestici.
Il protagonista della storia è un bambino molto viziato, che oltre all’educazione dovrebbe imparare come rispettare i cani e gli esseri viventi in generale.

Image courtesy of artur84 at FreeDigitalPhotos.net


Tormentati e Tormentatori


(tratto da “Il tesoro dei bambini” Giornale settimanale illustrato a colori – N° 3 – Roma, 15 Gennaio 1893)

Non importerebbe che ve lo dicessi, bambini, che il tormentato era Lampo, e il tormentatore era quella buona lana di Berto, un piccinuccio, che portava ancora le sottanine, eppure era il tiranno di quel canone forte e vigoroso.
Se guardaste la figura, lo capireste senza bisogno di spiegazioni; ma mi piace narrarvi di quanta inventiva dava prova quel bimbo per rendere la vita amara al suo cane, mentre poi quand’era davanti alla maestra restava impappinato e pareva non capisse nulla.

Berto dunque era figlio unico e il babbo e la mamma non vedevano altro che per gli occhi di lui.
C’è un proverbio che dice: “Chi ha un figlio solo, lo fa matto” e questo avveniva davvero in casa di Berto. Gliele davano tutte vinte e per non farlo piangere, i genitori sarebbero stati capaci di comprargli la luna, se ella fosse stata da vendere.
Berto accorgendosi che ogni suo desiderio era sacro, ne approfittava come fanno certi bimbi che si sentono molto, molto amati e tiranneggiava non solo il babbo, la mamma, ma anche le persone di servizio e soprattutto quel Lampo, così fiero con tutti e così dolce con lui.

Non vi dico quello che esigeva dal cane; doveva portarlo a cavallo nel giardino, tirare una carretta carica di sassi, star ritto sulle zampe di dietro, lasciarsi vestire come una signora e se non ubbidiva eran frustate.
Lampo, come tutti i forti, era generoso, e non si ribellava ai capricci del bambino.
Sentiva di potergli staccare una mano con una zannata e per questo appunto dei denti non faceva uso altro che per rosicchiare gli ossi e il pane.
Ma anche la pazienza dei forti ha un limite e non bisogna metterla a troppo dura prova.

Una mattina Bertino faceva colazione e aveva Lampo davanti a sé, in attesa di un osso di cappone.
Bertino lo lancia in aria, Lampo lo acchiappa e si prepara a schiacciarlo, quando ecco entra nella stanza miagolando il gatto di casa.
Bertino, senza pensare all’ingiustizia che commetteva, anzi col desiderio di far un dispetto al povero cane fedele, va per togliergli l’osso che s’era messo fra le zampe e chiama il micio per darglielo.
Lampo capisce l’ingiustizia che gli si vuol fare, perde a un tratto la pazienza e addenta la mano imprudente che voleva privarlo del suo cibo.

Bertino, spaventato, va per ritirar la mano, ma non la cava di bocca a Lampo; altro che grondate di sangue.
Allora si mette a strillare, e il cane, vergognandosi di quello che ha fatto, pentito, umiliato, corre a nascondersi sotto il letto.
Alle grida di Bertino accorre la mamma, accorrono tutti di casa.
Il timore per la salute di quell’unico figlio, rende ciechi i genitori, i quali si figurano che il cane sia arrabbiato, tanto più che si nascnde.

Bertino è messo in una carrozza e portato all’istituto antirabico, dove gli cauterizzano la ferita, lo martoriano in ogni modo.
E Lampo il povero tormentato, colpevole soltanto di un atto di ribellione, è portato invece allo stabulario e tenuto per quindici giorni in osservazione in una gabbia di ferro, legato con un collare di ferro.

Lampo dopo quei quindici giorni è più sano di prima, soltanto tiene la coda bassa, perché capisce a colpa commessa.
Ma dopo quel tempo il babbo e la mamma di Bertino non lo vogliono più in casa e lo regalano a un ortolano che non lo tormenta.
Però il cane fedel rammenta il suo tormentatore e cerca sempre di fuggire per tornare da lui; il tormentatore invece non rammenta ltro che il morso e la bruciatura e quando parla di Lampo dice: - Cattivo! Ingrato! –

Bimbi, quali dei due  era il cattivo, Bertino o Lampo?




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