giovedì 3 dicembre 2015

Calendario dell'avvento del blog: sorpresa n°3



La terza sorpresa  è una storia sociale, realizzata tempo fa in collaborazione una psicologa (cognitivo-comportamentale) che tuttora segue mio figlio.


Io sapevo disegnare discretamente, ma conoscevo solo in maniera sommaria le regole per realizzare le storie sociali; le ho raccolte in un post di qualche tempo fa che si conclude con un esempio di storia sociale piena di errori (un tentativo che feci da sola).

Individuato l'argomento da trattare nella storia sociale (chiedere aiuto quando siamo in difficoltà), la psicologa mi ha descritto le sequenze, ho disegnato delle bozze a casa e le abbiamo riviste insieme.

Alla fine ho disegnato la storia sociale su dei cartoncini, che ho plastificato per evitare che si rovinassero troppo.

Prima della storia sociale sul chiedere aiuto quando siamo in difficoltà, condividerò alcuni appunti presi durante un seminario tenuto a Catania mesi fa dal vicepresidente di spazio asperger e vedrete che fra questi ce n'è uno che vi farà porre qualche domanda sull'utilità di questa condivisione:

"non si possono riciclare le storie sociali di altre mamme o di altri psicologi".
Questo è vero e sacrosanto per i motivi che leggerete dopo, però potete prendere spunto dai miei disegni, elaborarli, ampliare la storia  o utilizzarla così com'è, se  il confronto con uno specialista vi conforta sul fatto che così com'è può andare bene per vostro figlio. 

Appunti seminario storie sociali


Le storie servono a condividere informazioni che supportano.
Il focus non è sul comportamento in sé ma sulle cause, spesso frustrazione o mancanza di informazione che provoca la risposta.
In una storia sociale non si da mai del TU, ma si scrive in terza persona e non ci devono essere sentenze assolute (es: ti divertirai; questo ti piacerà)
Ogni storia sociale ha un tono paziente e rassicurante.
Alcuni  esempi di frasi che vanno evitate  nelle storie sociali:
-    Siamo tutti amici (rischio di manipolazione)
-    Interrompo spesso, picchio spesso (evitare le accuse ed i giudizi sul bambino)
-    Prima di mangiare mi lavo sempre le mani  (evitare frasi inaccurate ed assolute)

Quando si prepara una storia sociale, bisogna tener conto del profilo della persona alla quale è destinata; esiste molteplice evidenza che il modo di percepire gli stimoli ed elaborare è diverso.
Per questo motivo non si possono riciclare le storie sociali di altre mamme o di altri psicologi.
Le storie sociali contengono:
-     informazioni (giovedì andrò dal dentista)
-    Prospettiva – spiegare la prospettiva di un’altra persona (mai mettere parole in bocca al fruitore)
-    Connessioni e implicazioni - connettere passato e futuro, strutturando le conoscenze passate per fare inferenze sul futuro (importante mettere in relazione gli eventi, perché possono avere difficoltà a farlo da soli)

Si possono usare  gli interessi del bambino come rinforzi (storie dove i personaggi sono cetacei, elementi di fisica ecc)

I 5 fattori delle storie sociali

1) Prima o terza Persona
2) Tono Paziente e Positivo (evitare giudizi; descrivere le conseguenze delle risposte positive è più efficace del puntualizzare le risposte sbagliate)
3) Passato, Presente, Futuro (mettere in relazione)
4)Accuratezza letterale (linguaggio che non rischia fraintendimenti. Usare sempre “come se…”)
5) Vocabolario accurato (usare frasi affermative; pensare alla rete semantica del fruitore, ad esempio parole come “cambiamento” e “novità” potrebbero creare ansia di per sé)

Le 6 domande delle storie sociali
1) Dove? (Contesto spaziale – esempio: a scuola)
2) Quando? (Contesto temporale – esempio: durante la ricreazione)
3) Chi? (Contesto interpersonale – esempio: il mio compagno di banco)
4) Cosa? (Stimoli rilevanti)
5) Come? (Comportamento)
6) Perché? (Conseguenze-Ragioni)

La formula di Gray
Le sentenze che descrivono devono essere il doppio delle sentenze che dirigono.

(Esempio di storia sociale)
Quando qualcuno mi parla, cercherò di ascoltare.
Questa è una cosa molto carina da fare.
Guardare la persona che mi sta parlando è utile.
Fa capire alla persona che la sto ascoltando.
Alle volte cerco di guardare parti del loro volto.
Questo farà molto piacere alle persone con cui sto parlando.




Storia sociale sul chiedere aiuto quando siamo in difficoltà:
raccontare la storia attenendosi alle regole fondamentali citate negli appunti fino all'immagine 3 dove si mostra la difficoltà. Continuare raccontando due possibili conclusioni, prima mostrare quella con il comportamento non appropriato (senza dirlo che è inappropriato) come conclusione del non chiedere aiuto e successivamente la conclusione con il comportamento appropriato.
 Immagine 1

 immagine 2 

 Immagine 3


Conclusione 4


Conclusione 4 bis


 Tutte le immagini del calendario dell'avvento sono free e scaricate dalla Rete



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