lunedì 21 dicembre 2015

Calendario dell'avvento del blog: sorpresa n° 21



“Lettera a una professoressa”  
Scuola di Barbiana




(I giudizi)

C’è una materia che non avete nemmeno nel programma: arte dello scrivere.
Basta vedere i giudizi che scrivete sui temi. Ne ho qui una piccola raccolta. Sono constatazioni, non strumenti di lavoro.
“Infantile. Puerile. Dimostra immaturità. Insufficiente. Banale”. Che gli serve al ragazzo di saperlo? Manderà a scuola il nonno, è più maturo.
Oppure: “Contenuto scarso. Concetto modesto. Idee scialbe. Manca la reale partecipazione a ciò che scrivi”. Allora era sbagliato il tema. Non dovevate neanche chiedergli di scrivere.
Oppure: “Cerca di migliorare la forma. Forma scorretta. Stentato. Non chiaro. Non costruito bene. Varie improprietà. Cerca d’essere più semplice. Il periodare è contorto. L’espressione non è sempre felice. Devi controllare di più il tuo modo di esprimere le idee”. Non glie l’avete mai insegnato, non credete nemmeno che si possa insegnare, non accettate regole oggettive dell’arte, siete fissati nell’individualismo ottocentesco.
Finché si arriva alla creatura toccata dagli dei: “Spontaneo. Le idee non ti mancano. Lavoro con idee proprie che denotano una certa personalità”. Ormai che ci siete  metteteci anche “Beata la mamma che t’ha partorito”.

(Il genio)
Consegnandomi un tema con un quattro lei mi disse: “Scrittori si nasce, non si diventa”.
Ma intanto voi prendete lo stipendio come insegnante d’italiano.
La teoria del genio è un’invenzione borghese. Nasce da razzismo e pigrizia mescolati insieme. Anche in politica piuttosto che arrabattarsi nel pensiero complesso dei partiti è più facile prendere un De Gaulle, dire che è un genio, che la Francia è lui.
Così fa lei con l’italiano. Pierino ha il dono. Io no. Riposiamoci tutti: Pierino non importa che ripensi a quel che scrive. Scriverà libri come quelli che c’è in giro. Cinquecento pagine che si potrebbero ridurre a 50 senza perdere un concetto solo.
Io posso rassegnarmi e andare al bosco.
Lei può seguitare a oziare in cattedra a far segnini sul registro.

(Scuola d’arte)

L’arte dello scrivere si insegna come ogni altr’arte.
Ma a questo punto abbiamo leticato tra di noi.
Una parte voleva raccontare come facciamo a scrivere.
Un’altra parte diceva: “L’arte è una cosa seria, ma fatta d’una tecnica piccina. Rideranno di noi”.
I poveri non rideranno.
I ricchi ridano pure e noi ridiamo di loro che non sanno scrivere né un libro né un giornale al livello dei poveri.
In conclusione s’è deciso di raccontare tutto a uso di quei lettori che ci vorranno bene.


 Tutte le immagini del calendario dell'avvento sono free e scaricate dalla Rete



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