domenica 20 dicembre 2015

Calendario dell'avvento del blog: sorpresa n° 20



“L’arte difficile di essere madre” 
 di Anna Maria Zanzucchi (città nuova)



Un libricino di appena 104 pagine trovato sulla bancarella di un mercatino dell’usato.
In quel periodo ero alla ricerca di riviste e manuali che mi permettessero di capire la quotidianità delle madri nei decenni passati nonché le pressioni che la società esercitava su di loro.
Il titolo mi colpì subito, ma stavo quasi per lasciarlo in mezzo agli altri libri, buttati alla rinfusa sul bancone, quando mi resi conto che la madre in questione era un fervente cattolica.
Le sue esperienze sarebbero passate attraverso una visione religiosa della vita e della famiglia, ma con tutto il rispetto per le scelte altrui, non era questo che cercavo.
Iniziai a sfogliarlo, a leggere qualche pensiero e notai che questa donna era riuscita a raccontare la sua vita di madre, mantenendo un giusto equilibrio fra esperienze quotidiane e religione.

Ecco alcuni pensieri tratti dal libro, di una madre del 1070

“Ogni figlio è un uomo nuovo, una persona nuova. Non è una copia né di me, né di mio marito.
E me ne accorgo sempre più, ogni giorno, mentre li vedo crescere accanto questi ragazzi; e vedo che hanno ereditato da me, da mio marito, dai nostri parenti qualcosa; però mi accorgo al tempo stesso che ognuno ha la propria personalità, diversissima uno dall’latro, diversissima dalla mia. Tanto che alle volte quando qualcuno mi chiede: “A chi somiglia questo ragazzo?”. “Sì – posso anche rispondere – ha gli occhi del papà, ha il suo gusto estetico, ha la mia impulsività, ha la semplicità della nonna …”. Ma mi verrebbe più spontaneo rispondere: “Mah … assomiglia a se stesso. E’ lui”.


***

“L’educazione non è un grande calcolatore elettronico in cui tu imposti la domanda, spingi un bottone e ti viene la risposta. Questa macchina non esiste, perché l’educazione è un rapporto vivo tra la mamma e il bambino, tra i genitori e il figlio, quindi un rapporto tra persone tanto diverse, di situazioni tanto particolari”.

***

“ Mi sono accorta che non capisco quello che devo fare, allorché sono disturbata da altre cose, da mille voci che mi soffocano questa più interna.
E son sempre voci del mio io: la voce dell’impazienza, la voce del volere che questo figlio sia perfetto, o la voce di un interesse personale o familiare, voci che sono tanto più rumorose di quella più vera e profonda.”


***

“Quante volte mi viene da ipotecare il futuro dei miei figli, perché una delle preoccupazioni che mi vengono quando scopro in loro un limite, è che durerà per sempre. Questo però è un pensiero che ho io: non è per niente vero che questo bambino sarà così: potrà essere anche peggio, ma potrà essere anche meglio: quello che io posso fare è amarlo e aiutarlo nel momento presente … Accettarli, per me, non vuol dire che debba restare passiva, assolutamente: è tutta un’altra cosa. Intanto è già una cosa attiva, uno sforzo, questo  volerli accettare come sono; ma soprattutto, dopo aver fatto questo passo, le tento tutte per raggiungere un miglioramento. E dall’amore, poi, per questo bambino mi vengono un sacco di idee”




Tutte le immagini del calendario dell'avvento sono free e scaricate dalla Rete



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